Alain Resnais le bricoleur

 

Nato a Vannes , piccola città bretone il 3 giugno 1922 , figlio di un farmacista di famiglia agiata . Libri , musica , arte furono compagni della sua vita , è stato uno degli ispiratori della Nouvelle Vague , ma non vi aderì mai . Distinto aristocratico colto e appartato , sia nella vita che nella sua opera seppe adattare sullo schermo il ” Tempo sensibile ” di proustiana  memoria  che è quella percezione del reale , che nella mente s’accende e si illumina per un ricordo e poi scompare. Il suo cinema è visioni fuori norma, il non rispetto della struttura cronologica , i giochi del caso . Senza mai perdere il filo della memoria Resnais interseca il tempo individuale con quello collettivo della storia . Del suo modus operandi il nostro ebbe a dire : sono come un bricoleur , nei miei film faccio esperimenti , come in un laboratorio senza sapere esattamente quello che ne verrà fuori , agli attori chiedo di portare se stessi , quando recitano entrano in una specie di trance e non vanno disturbati .
I suoi attori feticcio oltre la sua compagna Sabine Azèma sono stati Pierre Arditi ,Andrè Dussolier  e Mathieu Almaric . Carattere onnivoro nella sua opera spazia con temi che gli sono cari : la letteratura e la memoria in” Providence “, la scienza in “Mon oncle d’Amerique “, il feuilleton in” Melò “, la fiaba nella” Vita è un romanzo”
il fumetto in ” Voglio tornare a casa “, il teatro con Smoking / no smoking .
Per non ripetersi si affida ogni volta a uno scrittore diverso . Il commediografo inglese Alan Ayckbourn sarà il suo alter-ego negli anni dell’ultima maturità . Sono ben tre i film del regista che ricorreranno ai suoi testi , ” Smoking / no smoking ” ( 1993 )
” Parole parole parole ” ( 1997 ) il terzo ” Cuori ” ( 2006 ) .
Grande testimone della cultura europea del dubbio , surrealista , metafisico , illuminista , Resnais orchestra un gioco di specchi dove esibisce il piacere di intrecciare storie tra la vita vera e la vita imitata dal teatro e dal cinema , ironico ma sempre distaccato dal meccanismo costruito dalla sua intelligenza . Nel 59 la Duras
gli scrive la sceneggiatura di Hiroshima mon amour che cambierà la storia del cinema. Nel 61 con ” L’anno scorso a Marienbad ” scritto da Alain Robbe-Grillet , viene tutto destrutturato senza un apparente ordine cronologico . ( Vincitore del leone d’oro ) appartato e schivo non mostra il suo vero volto , ma quello di Emanuelle Riva , Jean Paul Belmondo , Giorgio Albertazzi  , Pierre Arditi , Sabine Azèma . Aimer, Boir et Chanter , il suo ultimo film è stato  premiato alla berlinare con l’Orso d’argento come ” il film che apre nuove prospettive al cinema ” . Aggressivo ma anche comprensivo , con la sua scomparsa  tutto è più incerto .
HO IMPARATO DI PIU’ DALLE SUE OPERE CHE DALLA SCUOLA :
Tahar Ben Jelloun
David Dori

Autore: Adele De Blasi

Condividi questo post su

Invia un Commento