Allacciate le cinture

Il regista italo-turco Ferzan Ozpetek ritorna al cinema con un avvertimento “Allacciate le cinture”, titolo  denso di significato e grido di allarme che viene lanciato come una riflessione sulle turbolenze della vita. Il film si snoda in due tempi: il primo dedicato all’amore e alla forza dei sentimenti che nasce tra Elena (Kasia Smutniak) e Antonio (Francesco Arca) alla fermata dell’autobus. Un amore folle, potente, a cui i due nonostante abbiano altre relazioni non riescono a sottrarsi. Il migliore amico di Elena, Fabio (Filippo Scicchitano) gay sarà spesso in contrasto con Antonio per la sua evidente omofobia; il secondo, se tale si vuole chiamare,  parlerà invece di malattia, perchè Elena si ammalerà di cancro, e tutta la sua vita sarà messa a soqquadro. Il film ruota sui temi cari al regista: amore amicizia, omosessualità, la malattia e il tempo che passa. Tecnicamente un dejà vous visto che novità narrative non ce ne sono per una storia corale a 360°. La malattia è il fulcro del film, insieme all’analisi di come alcuni uomini si rapportano di fronte a un evento tragico che colpisce la donna della loro vita.

Una frase del film dal gusto trash – “A gli uomini non fa schifo niente” – ci mostra una scena di sesso bollente tra i due protagonisti  in una camera d’ospedale dove dorme una divertita paziente Egle (Paola Minaccioni). Forse negli intenti discutibili del regista c’era la voglia di raccontare un’amore non solo fisico, capace di affrontare una patologia come quella che colpisce Elena, con la forza di una sublimazione che lo rende puro. Nel racconto non si ha paura di affrontare il tema della malattia che finisce per sovrastare la natura romantica di un film dove si piange, si ride e ci si commuove. “Allacciate le cinture” nasce su presupposti melò poi vira  verso il dramma, con uno stile più consapevole e più maturo. La storia parte dall’amore che tutti provano ma a cui spesso non si ha il coraggio di abbandonarsi per paura di essere feriti. Un operazione studiata a tavolino per ricercare l’empatia del pubblico chiamato ad immedesimarsi in un dolore che Ferzan Ozpetek riesce a contaminare con momenti di sincera felicità. Uno scenario risaputo, in cui la consapevolezza del tempo che passa rappresenta, forse, l’unica novità insieme ad una riflessione profonda sull’importanza delle cose quotidiane che facciamo ed a cui diamo poco valore, sulla paura di esser felici e di riuscire a godere delle piccole cose. A dargli vita un carosello di personaggi dal gusto melenso che recitano con dignità: da Francesco Arca al suo primo debutto importante dopo l’esperienza nei programmi di Maria de Filippi,e qui passato da tronista, perennemente imbronciato, ad attore totalmente calato in un ruolo da bello e impossibile, a cui però non riesce a dare uno spessore che vada oltre a quello visivo garantito da un evidente prestanza fisica, con la macchina da presa ad indugiare per buona parte del film sui pettorali scolpiti, e sul fisico super palestrato. Kasia Smutniak, come al solito ha una sua grazia recitativa, ma le vere rivelazioni sono Paola Minaccioni, nel ruolo di Egle, anche lei malata di cancro, eppure tenera, comica e fragile nell’accorgersi che ormai il suo tempo è scaduto e non può fare più niente; Filippo Scicchitano, giovanissimo ma già talentuoso e naturalmente portato per stare davanti alla macchina da presa. Interamente girato in Puglia, terra con cui il regista ha un gran feeling, fotografato in maniera eccellente “Allacciate le cinture” è supportato da una musica in parte melodica e in parte struggente. Molti sono i piani sequenza, molti i tagli nella fotografia per dare un anima più realistica. Ferzan Ozpetek come sempre conferisce al film una qualità tecnica e visiva eccellente, ma questa volta quello che lascia a desiderare è un plot poco stimolante ed un po monocorde, lontano dal fascino di un film come “Le Fate ignoranti”. Dal regista autore ci aspettavamo qualcosa di più di una pseudo fiction piena di luoghi comuni.

Adele de Blasi

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  • DATA USCITA: 06 marzo 2014
  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 2014
  • REGIA: Ferzan Ozpetek
  • SCENEGGIATURA: Ferzan Ozpetek, Gianni Romoli
  • ATTORI: Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 110 Min

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Autore: Adele De Blasi

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