Festa del cinema di Roma: I, Tonya

I, Tonya di Craig Gillespie è stato accolto con merito da molti applausi alla Festa del Cinema di Roma. La gloriosa ascesa e la rovinosa caduta di Tonya Harding, prima pattinatrice americana a eccellere sul ghiaccio all’inizio degli anni ’90, è raccontata con ironico cinismo e ritmo incalzante che diverte e coinvolge lo spettatore, trascinandolo in una di quelle storie dove sport e vita s’intrecciano fino alla pericolosa sovrapposizione. La narrazione è classica e vista più volte, eppure funziona perché ben costruita e sincera negli intenti.

A partire dalla difficile infanzia senza un padre e all’ombra di una burbera e ingombrante figura materna (Allison Janney), ripercorriamo i primi allenamenti di Tonya (Margot Robbie) e lo sbocciare del grande amore con Jeff Gilooly (interpretato da un credibilissimo Sebastian Stan), per correre poi tutto d’un fiato verso l’enorme successo e infine arrivare al rapido declino. Il film è ovviamente incentrato sulla prova di un’ottima Margot Robbie, lanciata senz’altro verso una meritata nomination agli Academy, la quale riesce a dare forza e fragilità a un personaggio controverso, dalle diverse sfaccettature, un’anti eroina dallo stile tutt’altro che principesco diventata star da un giorno all’altro e drammaticamente risucchiata nel vortice di violenza nel quale si è sempre trovata a vivere. I, Tonya è un film godibilissimo e ben girato che racconta i sacrifici e le difficoltà di una campionessa, la voglia di superare i propri limiti e il dolore del fallimento, ma anche lo spasmodico bisogno di essere amati che ci rende spesso fragili e in balia delle nostre debolezze.

Molto interessante inoltre è il modo con cui Gillespie racconta il travagliato rapporto fra madre e figlia, anche se proprio la scelta di non approfondire più accuratamente tale conflitto nevralgico per la comprensione del carattere della protagonista è forse la pecca maggiore del film. Nonostante ciò, i pregi di quest’opera superano di gran lunga i difetti, regalandoci un film dalla vigorosa vena pulp e dall’efficace racconto umano. Ne sentiremo sicuramente parlare una volta uscito nelle sale italiane.

Andrea Tiradritti



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Autore: Adele De Blasi

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