Festival di Venezia: Jusq’à La Garde

I coniugi Besson divorziano. Nel tentativo di proteggere il figlio dalle violenze del padre, Miriam ne chiede la custodia esclusiva, scatenando le ire del coniuge. La giudice incaricata di decidere non crede alle accuse della donna e accorda una custodia condivisa. Ostaggio dei ricatti e delle minacce dei due genitori, il piccolo Julien dovrà fare il possibile per non far precipitare la situazione, anche se il triste epilogo appare inesorabile.

Opera prima per l’attore Xavier Legrand; Jusqu’à La Garde presentato in concorso alla 74° edizione del festival del cinema di Venezia, narra la storia una famiglia traviata, che non riesce a trovare un compromesso utile per trovare la tanto sperata soluzione.
Affrontando una tematica quotidiana – lo stalking – Legrand tenta di mettere in scena un prodotto tipico, nella norma della convenzionalità, senza addentrarsi in eccedenze stilistiche. Il risultato non è però delle migliori, causa la forte ed evidente immaturità del neo-regista, e la poca credibilità interpretativo degli attori attivamente coinvolti. Senza alcun dubbio Jusqu’à La Garde è l’inesperienza registica di un attore che tenta di andare oltre le sue capacità; Legrand non riesce in alcun modo a rendere empatica la situazione, i personaggi e soprattutto il climax.

Una totale apatia dall’inizio alla fine “attanaglia” il pubblico spettatore, inibendolo da ogni forma di emozione. Non c’è incisività in Jusqu’à La Garde, nonostante il finale conturbante che chiude un film che difficilmente troverà estimatori. Un Legrand da rimandare sotto tutti i punti di vista ……

Alessio Giuffrida



Voto degli utenti

Autore: Adele De Blasi

Condividi questo post su

Invia un Commento