Points of view: l’intervista David Batty

“La gioventù non è un momento della vita, è una condizione mentale.” Esordendo con questa frase di Michael Caine, Dreamingcinema ha avuto modo di intervistare il regista di My Generation, David Batty, documentario presentato alla 74° edizione del festival del cinema di Venezia. Ecco quanto ha rilasciato:

Come è stato lavorare con Michael Caine ?

“Non penso ci siano epiteti per dire l’emozione nel poter collaborare attivamente con un attore simile, che ancora oggi fa parlare di se. Mi ritengo soddisfatto e come detto precedentemente, l’emozione è tanta.”

Come puoi definire Michael Caine?

“Il mio documentario nel bene o nel male lo fa capire, quindi non penso di dover aggiungere altro a riguardo. Posso dire che Michael Caine è un attore poliedrico che ha saputo adeguarsi a tutto, dal cinema alla televisione. La sua star power è gigantesca se si considera che riesce ad unire due generazioni distinte. Non è da tutti riuscire in questo.”

Cosa puoi dirci di My Generation?

“Be’ sono soddisfatto dal lavoro svolto, soprattutto in ambito di risoluzione. My Generation sembra comporsi da solo, attraverso un’escalation di musiche ed immagini sgranate tratte dai reportage televisivi e dai tanti film dell’epoca. Io ho voluto mostrare i mutamenti che sono accaduti col tempo, e l’ho fatto attraverso l’iconica figura di un grande attore come Michael Caine.”

Londra è cambiata quindi ?

“Assolutamente. Oggi è una città ampia, oserei dire eterogenea. Rispetto a prima è cambiata tantissimo, e penso che col tempo, cambierà ancora ….. “

Alessio Giuffrida

Autore: Adele De Blasi

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