Sognare è vivere- recensione dreamingcinema

Sognare è vivere-Il piccolo Amos vive a Gerusalemme con il padre Arieh e la madre Fania. I tre sono una famiglia ebrea scappata in Palestina dalle persecuzioni naziste. Arieh è un intellettuale con i piedi per terra, Fania, invece, è una sognatrice insoddisfatta della vita, che scivolerà nella solitudine e nella depressione. Sullo sfondo, la nascita del nuovo Stato di Israele e le delusioni di un popolo. Trasponendo lo splendido romanzo autobiografico di Amos Oz, ‘Una storia d’amore e di tenebra’, l’attrice Natalie Portman, alla sua prima regia, punta in alto, interpretando anche il ruolo della protagonista e scrivendo la sceneggiatura, cimentandosi, così, con un materiale di grande ricchezza e complessità.

Un progetto che le è particolarmente caro, viste le sue origini israeliane, e sicuramente non facile, in quanto il romanzo di Oz è una miscela corposa e stratificata di storia pubblica e privata, una dichiarazione d’amore verso la propria terra, la propria lingua, il proprio popolo, la propria madre. Il percorso doloroso e impervio di una maturazione e della nascita di una passione, ma anche l’affresco di tanti sogni e speranze infranti. La Portman sceglie, però, di concentrarsi sulla vicenda privata della famiglia protagonista, e in particolar modo sulla sofferta inquietudine di Fania, personaggio decisamente nelle sue corde, più che sul contesto storico, che è, invece, la base della narrazione del romanzo di Oz. Scelta che, per ovvie ragioni, risulta limitante e fin troppo drastica, specie per chi ha letto e amato il romanzo: la narrazione di ‘Sognare e vivere’ è, infatti, lacunosa, mai appassionante, mai vigorosa, ed anche la parte finale, che è quella più interessante del film, appare priva di mordente, nonostante la buona interpretazione della Portman. Il problema è che non si entra in sintonia con i personaggi, né con Fania, che è il personaggio maggiormente sviluppato, né con tutti gli altri, e si resta freddi dinanzi al dispiegarsi del dolore di un popolo e di una donna, in quanto il quadro è abbozzato e mai realmente approfondito.

Particolarmente curato è, invece, l’aspetto visivo del film, grazie alla fotografia di Slawomir Idziak, che offre un’interessante gamma cromatica a seconda del tipo di scene rappresentate: sfumature verdi e blu per le sequenze iniziali di realistica quotidianità, colori accesi ed intensi per le scene familiari e per i racconti romantici di Fania, e, infine, la luce che si fa mano mano più pallida per rimarcare il divario tra sogni e realtà. E’ innegabile, inoltre, che la Portman ha avuto coraggio a scegliere un soggetto così complesso per la sua prima prova dietro la macchina da presa, e ad insistere per girare in lingua ebraica, evidenziando una vena spiccatamente autoriale. E se come regista è ancora acerba, siamo comunque curiosi di vedere se si cimenterà nuovamente in questa veste.
Alberto Leali

DATA USCITA : 8 giugno 2017
GENERE : Biografico
REGIA:  Natalie Portman
ATTORI: Natalie Portman, Gilad Kahana, Amir Tessler, Makram Khoury, Shira Haas
DISTRIBUZIONE : Altre Storie
PAESE : Usa
DURATA: 95 min.

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Autore: Adele De Blasi

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