SUSPIRIA, quarant’anni e non sentirli!

 

Suspiria simboleggia l’apice della filmografia argentiana. Il capitolo primo della Trilogia delle Madri, saga ideata sulla scia del successo riscosso dal pionieristico film a tema stregonesco di Argento, è infatti ritenuto il lavoro più innovativo, originale, esteticamente più creativo e seminale della prolifica carriera del regista romano. Uscito nel febbraio del ’77, il film che vede Jessica Harper protagonista indiscussa al fianco di Alida Valli, della diva Joan Bennett e Stefania Casini, riscuote un successo planetario inatteso, tanto da convincere i distributori giapponesi a promuovere l’uscita di Profondo Rosso (nelle sale giapponesi giunto dopo Suspiria) ricorrendo al buffo titolo di Suspiria part 2. Con la collaborazione dell’allora compagna Daria Nicolodi, Argento struttura una fiaba nera che vede l’innocente e candida Susy Benner, trasferitasi a Friburgo per perfezionare i suoi studi di danza, muoversi in una dimensione infernale e malvagia che la condurrà a indagare sulla reale identità delle insegnanti. Argento affonda le mani nell’horror puro, distaccandosi dal thriller e dando vita a una trilogia folle, irrazionale, a tratti incomprensibile (vedi Inferno) e alchemica.

La vera magia di Suspiria la si può reperire nel cromatismo di Tovoli, nella scenografia e nell’estetica più che nella trama. Argento inconsapevolmente crea un film destinato ad assurgere a capolavoro non soltanto di genere, ma della settima arte tutta. A confermarlo l’imminente ritorno nelle sale in versione 4K del film, che 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2017 festeggerà il suo quarantesimo anniversario. Intanto, Suspiria vede anche al lavoro Luca Guadagnino, impegnato sul set del tanto discusso remake che mostra un contrariato Argento prendere le dovute distanze. Si vocifera anche sull’omonima serie TV, che vedrebbe coinvolto anche Argento alla regia. Iniziate a tremare, le streghe son tornate!

Nico Parente

Autore: Adele De Blasi

Condividi questo post su

Invia un Commento