Un posto sicuro

Siamo a Casale Monferrato, la patria dello stabilimento “Eternit”. Un posto sicuro dove vivere, un lavoro a tempo indeterminato in fabbrica: era questo, nei primi anni settanta, il sogno di numerosi uomini. Purtroppo però, come un fulmine a ciel sereno, a interrompere la felicità raggiunta arrivò il mesotelioma. Un Posto Sicuro ci parla di dolore, amianto, e morte. Un film commovente che scuote le coscienze, un lavoro di denuncia che tocca il cuore.
Il caso giudiziario connesso allo stabilimento piemontese è famoso in tutta Italia, l’assoluzione per prescrizione dei diretti responsabili è una ferita ancora aperta, una lacerazione difficile da ricucire. Francesco Ghiaccio si inoltra nei meandri di un dramma dei nostri giorni, e lo fa ottenendo un bilanciamento ottimale tra realtà e finzione. Eduardo e Luca sono padre e figlio, ma si sono persi di vista da tempo: la malattia di Eduardo li rimetterà tragicamente l’uno di fronte all’altro. Intorno a loro, alla vigilia della prima grande sentenza sull’amianto, l’intera città si agita in cerca di riscatto. La riconciliazione con il padre darà a Luca la forza per rinascere e continuare a lottare. Un Posto Sicuro ha un inizio travolgente: bucando il grande schermo, l’apnea respiratoria di Eduardo si fa strada nei polmoni degli spettatori, lasciandoli così con il fiato corto. Vedere Un Posto Sicuro non è come fare una passeggiata in montagna, l’aria che si respira ha tutt’altro spessore. Luca si esibisce come clown nelle feste private, ma, come la gran parte dei pagliacci, nella vita reale è un ragazzo triste e solitario. Si nasconde agli occhi del mondo Luca, e lo fa indossando sempre il cappuccio della felpa: almeno fino al riavvicinamento con Eduardo.
La passione del regista per il teatro, non per niente i due protagonisti hanno gli stessi nomi dei De Filippo, è sapientemente inserita all’interno del film: in un malandato e cadente teatrino, Luca, insieme all’aiuto del padre, riuscirà ad esorcizzare il suo dolore. Un dolore reso ancora più incisivo grazie al perfetto uso del rallenty, che rende le immagini visivamente potenti e, a volte, surreali e fantastiche. Molto interessanti , poi, sono le numerose riprese girate con la telecamera alle spalle dei protagonisti, inquadrature che fanno pensare a un’altra presenza: il pulviscolo di amianto, ecco scoperto il terzo incomodo. L’intero cast, capitanato da un bravissimo Marco D’Amore, fa il suo lavoro, e lo fa egregiamente.
I racconti sono vertigini attraverso cui calarsi nei sentimenti delle persone, e Francesco Ghiaccio, con la sua opera prima, ci ricorda che ciò è ancora possibile.

Silvia Fabbri

posto LOC
DATA USCITA : 3 dicembre 2015
GENERE: Drammatico
REGIA: Francesco Ghiaccio
ATTORI: Marco D’Amore, Giorgio Colangeli, Matilde Gioli
DISTRIBUZIONE Parthènos
PAESE: Italia
DURATA: 102


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Autore: Adele De Blasi

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