11 Donne a Parigi

Riuscire a far rimpiangere i cinepanettoni non è cosa facile, eppure, dopo aver visto 11 Donne a Parigi, la nostalgia per le procaci colleghe scollacciate di Bondi & Co. è tanta. Per assurdo: era presente più “femminismo” nei loro seni prosperosi e nella loro “ocaggine” che in tutte e 11 le donne di Audrey Dana.
Parigi. La primavera. 11 donne. Madri di famiglia, donne d’affari, amiche, single o sposate, tutte chiamate a rappresentare i vari aspetti della donna d’oggi: le loro vite, intrecciandosi, daranno il via a un guazzabuglio di storie confuse e grottesche. L’intenzione della regista era quella di raffigurare un mondo femminile vitale e sorprendente, un universo denso di sfaccettature e colori. Purtroppo i buoni propositi, lo si sa, non sempre bastano a evitare un naufragio rumoroso. Rumoroso come lo è tutto il film: tante note dissonanti accompagnate da un isterico e fastidioso vociare.
In genere, nelle commedie, ciò che conta sono l’umorismo e la sua costruzione: in 11 Donne a Parigi non si ride, raramente si sorride, spesso ci si annoia. Inserire all’interno di un film gag continue, e per giunta di bassa lega, aiuta a far affondare nell’oceano qualsiasi lungometraggio. Se il Titanic, per inabissarsi, impiegò 2 ore e 40 minuti, all’opera prima di Audrey Dana, per iniziare a preparare le scialuppe di salvataggio, basta un solo minuto: quello dei titoli di testa. “Alla volgarità non c’è mai fine”, si usa dire, e riferendosi a 11 Donne a Parigi, mai detto fu più azzeccato. E questo, non tanto per le gocce di sangue di un Tampax che magicamente diventano petali svolazzanti, né per il linguaggio triviale da “osteria numero zero”, no, la vera bassezza è nel profilo che ne esce del gentil sesso: un mix di molti ormoni e scarso cervello. Siamo davvero lontanissimi dalla freschezza e originalità che caratterizzavano “Sex and the City”: per tutti gli interminabili 116 minuti della durata del film, Audrey Dana dipinge infatti ognuna delle 11 protagoniste con una sfilza di stereotipi da far accapponare la pelle.
Discostandosi in modo netto dal garbo che solitamente contraddistingue le commedie francesi, 11 Donne a Parigi è volgare, superficiale e troppo lungo da sopportare. Per di più, l’intero cast è snervatamente sopra le righe, con una Isabelle Adjani trasformata dal botox nella sosia di Ivana Spagna, riconoscibile solo dallo splendido colore dei suoi inconfondibili occhi.
Mancano dunque le vacanze di Natale e le formose e provocanti signorine… ma pur sempre di cinema da discount si tratta.
Silvia Fabbri

locandina 11
DATA USCITA :  3 dicembre
GENERE: Commedia
REGIA: Audrey Dana
ATTORI: Isabelle Adjani, Alice Belaïdi, Laetitia Casta, Audrey Dana, Julie Ferrier.
DISTRIBUZIONE Microcinema
PAESE: Italia
DURATA: 118 min
1/5 - (1 vote)

Author: Adele De Blasi

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