I migliori film del 2020 per dreamingcinema

Sempre bello parlare di cinema, soprattutto in un momento sensibilmente delicato come quello che tutti noi stiamo attraversando in un anno – disgraziato – come il 2020. Nonostante ciò, il cinema – con tutte le difficoltà del caso – è riuscito ad andare avanti regalando – a noi appassionati – lavori / produzioni ineccepibili, da esaltare (e consigliare). La classifica – che va sempre per la maggiore – dei primi 10 film dell’anno – almeno secondo il parere opinabile del sottoscritto – è una “tradizione” inguaribile per noi “tremendi” appassionati.

1- Ex aequo City Hall di Frederick Wiseman e Guerra e Pace del duo Massimo D’Anolfi, Martina Parenti. Due documentari essenziali girati con la solita maestria stilistica dei cineasti sopra citati; City Hall e la narrazione di questa “isola felice” – Boston – dove la democrazia – quella vera – regna sovrana. Un contesto sociale perfetto, uno sguardo d’ammirazione per tutti noi. Guerra e Pace e l’attenta riflessione – splendida sul piano stilistico – su cosa eravamo, e sull’influenza nostrana in terra d’Africa.

 

2-  Fireball di Werner Herzog; il suo capitolarsi essenziale, supremo – nella regia e in ciò che mostra – come al solito suscita interrogativi anche ai cosiddetti “pionieri cinematografici”. Ogni lavoro di Herzog racchiude un qualcosa di ancestrale che difficilmente è dimenticabile per chi ha il piacere di contemplarlo.

3- Mank di David Fincher; prossimo mattatore agli Oscar – si spera; L’Hollywood meschina, edonistica, cialtrona rappresentata in Mank da Fincher, è un prezioso regalo da custodire gelosamente.

4- Uppercase Print di Radu Jude; un lavoro straordinario, la storia – presentata a mo di fiction – di Mugur Calinescu, un adolescente romeno e la sua contestazione al regime del dittatore Nicolae Ceausescu successivamente arrestato, interrogato e infine ostracizzato dalla polizia segreta. Attraverso questo, Jude realizza un vero e proprio focus su un periodo storico determinante e significativo per la popolazione romena.

5- Malmkrog di Cristi Puiu; una gioia per gli occhi il film del regista romeno. Un corredo stilistico eccezionale ed una reminiscenza – da appassionati – sul pregevole contesto minimalista del film, con un altro grande lavoro come Sussurri e Grida di Ingmar Bergman.

6- Sportin’ Life di Abel Ferrara; una testimonianza di vita di un regista da sempre controverso ma soprattutto prezioso in un periodo storico difficile come quello attuale.

7- Gunda di Viktor Kossakovsky; La natura ci guarda . . .E noi, senza capirla, la calpestiamo. Lavoro metaforico, riflessivo, praticamente essenziale.

8- Careless Crime di Shahram Mokri; pregevole lavoro che si sofferma sul concetto “quando il cinema diventa scomodo”; dei morigerati tocchi meta-cinematografici per un prodotto raffinato che rievoca il mai instancabile Salam Cinema.

9- Antidisturbios  mini serie tv a firma di Rodrigo Sorogoyen; una regia straordinaria per un prodotto televisivo che tratta una tematica mai banale e purtroppo contemporanea (l’abuso di potere).

10- Capone di Josh Trank; la maledizione di uno dei personaggi più ostili della storia americana. Attraverso una regia superlativa, gli ultimi attimi di vita di Al Capone alle prese con la sua malattia e con i “fantasmi” del suo passato.

 

Alessio Giuffrida

Author: Adele De Blasi

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