Points of view : l’intervista Marco Renda – Edhel

Un viaggio fra sogno e realtà, fra sentimento e spensierata fantasia. Dreamingcinema ha avuto il piacere di intervistare il regista Marco Renda in merito al suo film Edhel, un sensibile “affresco” di vita contemporanea, con protagonista una giovane adolescente traviata da una particolareggiata malformazione congenita. Ecco quanto rilasciato dallo stesso regista riguardo il suo brillante e sensibile film:

In Edhel si percepisce una pregiata coesistenza fra neorealismo e surrealismo? Vuoi raccontarci qualche aneddoto a riguardo?

“Riguardo gli aneddoti il primo che mi viene in mente risale intorno al periodo 2013/2014; io “assimilavo” una considerevole quantità industriale di film fantasy, essendo per l’appunto un forte appassionato. Avendo vicino casa una scuola media, un giorno vidi una ragazza incappucciata, isolata dal resto dei suoi compagni; probabilmente sarà stato l’innesto di questa “scena”, di questo attimo di vita vissuta, a collidere con l’aspetto puramente fantasy. Ero affascinato dall’idea di un elfo nel contesto urbano, costretto ad andare da un medico ed affrontare questa sua diversità fisica. Questa idea mi piaceva, mi suggestionava e ho deciso di metterla in pratica. Ci tenevo ad accennare così, in maniera puramente velata, un aspetto così fantasioso in un contesto fondamentalmente neorealista. In Edhel ho volutamente impostare il tutto così. Tengo a sottolineare come sia stato difficile trovare una casa di produzione interessata a questo mio progetto; la lungimiranza manifestata dalla Vinians Production mi ha dato modo di realizzare un film a se stante, molto particolareggiato per il cinema nostrano. Ancora li ringrazio per avermi dato questa opportunità.”

Come è stato lavorare con Gaia Forte, Roberta Mattei, Mariano Rigillo, Fioretta Mari, Pietro De Silva e Niccolò Ernesto Alaimo?

Edhel ha dato spazio ad attori granitici come Fioretta Mari e Mariano Rigillo, che garantiscono una qualità nella forma e nella sostanza innegabile, e oserei dire insostituibile; poi ho avuto il grande piacere e il privilegio di avere come madre di Edhel Roberta Mattei, che per me funge come incentivo al film, un’attrice di profondo talento, una delle migliori nel nostro panorama cinematografico. Un’artista vera, assolutamente valida, che ha collaborato in passato con registi come Caligari. Il tratto caratteristico più rappresentativo sta nella sua genuinità, restituendomi verità in ogni cosa che faceva, anche in battute fuori dal comune, ben lontane dal tessuto reale. Poi il supporto che ha concesso a tutti, impagabile sotto tutti i punti di vista. Un plauso anche a Niccolò Ernesto Alaimo, che dopo tanti anni di preparazione, ha esordito nel migliore dei modi, in un ruolo difficilissimo, a confine se vogliamo, cercando di “sprigionare” una grottesca empatia, rappresentando un personaggio decisamente folle. Per quanto riguarda Gaia, la scegliemmo quando aveva ancora 7 anni; abbiamo aspettato perché volevamo lei. A soli dieci anni non è facile in termini di audizione un ruolo simile. Ovviamente devo ringraziare Pietro De Silva e Lidia Vitale, che con le loro interpretazioni hanno ottimizzato Edhel. Piccolo aneddoto; uno dei miei film italiani più preferiti, ovvero Non ti muovere, c’è proprio Pietro De Silva che fa il medico. Nel film di Castellitto lui si chiamava Alfredo; in Edhel il libro di ricette che ha Pietro, presenta il nome di Alfredo, quindi in maniera molto vaga, il mio è un sentito omaggio ad uno dei film italiani più valevoli degli ultimi anni.”

Hai qualche progetto futuro?

“La mia speranza è di creare una serie televisiva su Edhel. Ho molto da raccontare, incentrando il tutto su questa particolareggiata coesistenza fra realtà e finzione. Vorrei coinvolgere Napoli, la mia città natia. Questa idea posso dirti che in qualche modo la si sta discutendo con un noto sceneggiatore italiano. Speriamo di trovare il giusto interlocutore e la giusta piattaforma.”

Alessio Giuffrida

 

 

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Autore: Adele De Blasi

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