Eteocle e Polinice si sono uccisi a vicenda. Il primo ha ricevuto una degna sepoltura, l’altro no. La loro sorella Antigone, combattuta tra l’amore fraterno e la legge, sceglie il primo. Nel film “Il male non esiste” di Mohammad Rasoulof ci si interroga sui limiti e le possibilità cui è sottoposta la libertà individuale. Le scelte che compiono avranno conseguenze sulle loro vite e sulle persone a loro vicine. Heshmat (Ehsan Mirhosseini) è un padre e marito esemplare. Il suo lavoro notturno è avvolto dal mistero. Pouya (Kaveh Ahangar) ha appena iniziato il servizio militare e deve affrontare una scelta drammatica. Javad (Mohammad Valizadegan) è un giovane soldato che ottiene tre giorni di licenza per chiedere la mano alla fidanzata. Bharam (Mohammad Seddighimehr) è un medico che rivela un segreto doloroso alla nipote.
Il regista confeziona quattro storie ognuna con i suoi protagonisti. Ogni segmento narrativo fa parte di un quadro più grande. Sono molto utilizzate le carrellate, le soggettive e l’alternanza tra campo lungo e primi piani. Ogni personaggio ha un ritratto completo e lo spettatore involontariamente lo collega al tutto perché c’è un filo rosso che li tiene uniti anche se fanno parte di storie diverse. Il montaggio di Mohammadreza Muini e Meysam Muini è il collante necessario che tiene insieme ogni pagina e ogni componente, avendo contemporaneamente una visione d’insieme e delle singole parti. Le musiche di Amir Molookpour sottolineano sia i momenti di tensione sia quelli più drammatici.
“Il male non esiste” ci insegna a non abbassare mai la testa e ad avere il coraggio di dire di no. Le sue storie sono di grande impatto emotivo e hanno diversi punti in comune con chi lotta tutti i giorni e tutta la vita contro la mafia e la criminalità. I suoi protagonisti sono come chi ha scelto di non tacere e di portare avanti una lotta per avere finalmente giustizia.
Maria Vittoria Guaraldi