La Grazia Film (2025)

. La Grazia è il Sorrentino che non ti aspetti. Meno barocco, più essenziale. Un film asciutto, ma ricco di emozione. Si allontana dal suo stile più noto. Niente Roma, niente Vaticano, niente lusso decadente. Qui tutto è semplice, sobrio, umano. Eppure resta inconfondibile. La mano del regista si vede, anche nella sottrazione. Il film parla a tutti. Non solo a chi ama il cinema d’autore. Non è elitario, non è pop. È qualcosa di raro: un equilibrio. Tocca temi universali con stile personale. Racconta l’amore senza retorica. Mostra due anime che si trovano, senza bisogno di spiegare troppo. Anche chi non conosce Sorrentino può emozionarsi. Servillo sorprende. Non impone la sua presenza. Si adatta. Ferzetti è rivelazione. Il film invita a rallentare. A osservare. A sentire. La Grazia è un invito alla quiete. Alla bellezza delle cose semplici. Un film che resta. E fa pensare.

Il film si concentra su due personaggi soli, che vivono lontani dal caos, in un borgo dimenticato. La loro relazione cresce lentamente. Tuttavia, proprio questa gradualità dà forza alla narrazione. Servillo è misurato,  in un ruolo inedito per lui. Ferzetti, al contrario, è intensa ma sottile. La chimica tra i due è autentica, mai forzata. Sorrentino racconta l’amore con eleganza, affidandosi  ai silenzi . Inoltre, evita qualsiasi retorica: niente musica invadente, nessun gesto eclatante. La regia, pur invisibile, è sempre presente. Ogni inquadratura è precisa, ogni dettaglio curato. Un  ritmo  lento ma non pesante; che, invita alla contemplazione. La luce naturale valorizza i luoghi, mentre i dialoghi restano essenziali. In questo modo, il film parla più con le immagini che con le parole. È un cinema dell’attesa, della sottigliezza. Non succede molto, apparentemente. Ma dentro, accade l’essenziale. La Grazia sussurra. E arriva dritta al cuore.

La Grazia rappresenta una svolta nel cinema di Sorrentino. Meno forma, più sostanza. Il barocco cede il passo all’essenziale. Tuttavia, la sua impronta resta visibile: ogni inquadratura è pensata, ma mai ostentata. Il film si concentra sull’intimità, sull’attesa. Inoltre, evita ogni eccesso visivo o sonoro.La  colonna sonora non è  invasiva . Solo silenzi, sguardi, piccoli gesti quotidiani. Servillo sorprende per la sua sobrietà, mentre Ferzetti conquista per naturalezza. La relazione tra i due cresce con lentezza, ma anche con profondità. Così, il film riesce a toccare corde profonde senza mai forzare. Anche chi non è abituato al cinema d’autore può trovarvi qualcosa di vero. Una  regia discreta, ma potente. I luoghi, le luci, i dettagli: tutto contribuisce a un senso di quiete. Non accade molto, ma accade ciò che conta. La Grazia cerca la connessione. Con  delicatezza, lascia il segno.

Alessio Giuffrida

La Grazia è un film del 2025 di genere drammatico, diretto da Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Ferzetti e Orlando Cinque, della durata di 131 minuti, in uscita nei cinema italiani il 15 gennaio 2026, distribuito da PiperFilm. Il film ha vinto ai Festival di Venezia.

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Author: Adele De Blasi

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