Pelè-recensione -film-un mito del calcio
La storia di un ragazzo che non aveva niente ma che è riuscito a cambiare tutto. La nascita di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Arriva sul grande schermo il mito di Pelè in un film biografico che ripercorre i primi anni della vita del goleador, la povertà del suo Brasile, il rapporto con il padre, i primi successi fino alla clamorosa vittoria della Coppa del Mondo con la nazionale brasiliana a solo 17 anni. Ad interpretarlo, due
sorprendenti e giovanissimi talenti al loro esordio, Leonardo Lima Carvalho e Kevin de Paula. Tra gli interpreti Vincent D’Onofrio (Full Metal Jacket, Men in Black), Rodrigo Santoro (Love Actually, 300), Diego Boneta (Pretty Little Liars) e Colm Meaney (Star Trek: The Next Generation, Giustizia Privata). A produrre la pellicola lo stesso Pelé, insieme a Brian Grazer, premio Oscar per A Beautiful Mind.
Il film, diretto dai fratelli Jeff e Mike Zimbalist e presentato in anteprima mondiale nella sezione Special Screening del Tribeca Film Festival il prossimo 23 aprile accetta la sfida di raccontare il mito di una leggenda vivente entrato negli annali per il suo modo personale e poco ortodosso di concepire il calcio. Un lungometraggio emozionante che segue passo passo il goleador con immagini piene di verità volta a restituire le prime giocate nelle strade polverose dove regna solo la miseria fino al mondiale conquistato con sudore e lacrime. Il regista non solo lo filma negli allenamenti ma riesce a coglierne gli aspetti più intimi e familiari. Un biopic degno di essere visto, anche da i non appassionati di calcio che avranno modo di emozionarsi e di esultare per la vittoria di un ragazzo umile
che ha saputo farsi largo nella vita e nello sport, un mito da non dimenticare. Da vedere.
Adele de Blasi
