Mostra del cinema di Venezia 75 : Vox Lux

Un’epopea di un’icona pop scandita in 4 atti per raccontare in realta’ un cambio generazionale a cavallo degli anni 90 e i primi 20 del nuovo millennio: questo è Vox Lux. In poco meno di due ore di proiezione assistiamo all’ascesa della predestinata cantante Celeste, partendo da un antefatto sconvolgente come l’eccidio commesso da un coetaneo della protagonista nella scuola che frequenta, a cui quest’ultima sopravvive per miracolo pur restando ferita a morte.

Sarà proprio durante la lunga degenza che ne conseguirà’ che la giovane Celeste scoprirà la sua vocazione realizzando un tormentone musicale dall’impatto mediatico immediato. Dopodiché assisteremo all’epica ascesa di una popstar in grado di condurci nel nuovo millennio, sconfessando inibizioni e preconcetti che condizionavano le giovani generazioni degli anni ’90.
L’ex bad boy del Funny games americano Brady Corbet rilancia pesante col secondo titolo della sua filmografia, osando sia sul piano contenutistico che stilistico col rischio di eccedere.

La dirompenza del violento prologo riesplode nella seconda parte anche grazie alla performance a tutto tondo di Natalie Portman nel ruolo della Celeste trentenne, anche se difatti non oscura la prova della enfant prodige Raffey Cassidy, la quale dopo Il sacrificio del cervo sacro di Lanthimos offre un’altra interpretazione da segnalare addirittura con un duplice ruolo.
Brady Corbet ruba l’occhio con un lavoro volutamente eccessivo che rimane appiccicato addosso come il ritornello di un tormentone estivo, alternando prodezze stilistiche proposte contenutistiche forse troppo pretenziose.

Simone Ferrera

 

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Author: Adele De Blasi

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