Una villa isolata sulla Costa Azzurra, punto di incontro di una famiglia, gli amici e Anna che arriva con la figlia piena di dolore per il fallimento del suo matrimonio, un impegno lavorativo l’attende: deve girare il suo ultimo film. Tra pranzi, nuotate e drammi si consuma una commedia che non decolla. Una sceneggiatura fragile che non da corpo a personaggi privi di spessore, siamo in piena psicanalisi della regista che porta in scena la sua fragilità, i fallimenti e la famiglia, profondamente autobiografico, contornata da tutto il suo entourage, l’onnipresente madre Marisa Borini, dall’amica Valeria Golino,sua figlia e l’amica sceneggiatrice Noemie Lvonsky, una pellicola inconsistente che cerca di ricalcare il modello di commedia di Woody Allen senza riuscirci.
Manca l’ironia, troppi siparietti canori della Golino e della Bruni Tedeschi, la solitudine dei personaggi non ci coinvolge restano solo micro storie che scivolano nelle due ore e mezzo del film.
Un’ occasione mancata per raccontare scorci di vita ed esorcizzare la paura della morte.
Adele de Blasi