NETFLIX: Baby

Il Carlo Collodi è un liceo privato del prestigioso quartiere romano dei Parioli. Al suo interno si intrecciano le storie di diversi adolescenti: c’è Fabio (Brando Pacitto), il figlio del preside, che vive all’ombra della figura del padre, del quale ha timore a tal punto da dover nascondere la sua omosessualità. C’è Damiano (Riccardo Mandolini), un ragazzo cresciuto in un quartiere popolare che, ora che il padre ha assunto il ruolo di ambasciatore, si ritrova catapultato in una vita agli antipodi rispetto a quella che ha conosciuto in passato. E, soprattutto, ci sono Ludovica (Alice Pagani) e Chiara (Benedetta Porcaroli): la prima vive la sua vita seguendo l’istinto, mettendosi spesso nei guai, e convive con una madre allo sbaraglio e con i pregiudizi dei suoi compagni di scuola; la seconda, al contrario, è una studente modello e una ragazza fin troppo riflessiva e accorta, ma che, a casa, deve subìre i continui litigi tra i suoi genitori. Le due, un po’ per noia, un po’ per interessi personali, entreranno in contatto con le persone sbagliate e si ritroveranno coinvolte in un giro di prostituzione.

Seconda serie TV di produzione italiana per Netflix, dopo Suburra, Baby è il risultato del lavoro di scrittura di Grams, un collettivo di autori giovanissimi, e del lavoro alla regia di Andrea De Sica (figlio del compositore Manuel e della produttrice Tilde Corsi) e Anna Negri, che, come Elite, prodotto spagnolo uscito da poco più un mese sulla piattaforma di streaming, guarda al teen drama americano per raccontare storie contemporanee di disagio adolescenziale.

Ma se nella serie iberica una trama thriller e dei personaggi maggiormente caratterizzati rendevano la narrazione più coinvolgente e dinamica, in Baby, pur riscontrando una confezione di alta qualità dal punto di vista tecnico e un cast di giovani interpreti all’altezza delle aspettative (affiancati da attori più esperti come Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi e Paolo Calabresi), si notano troppe ingenuità di scrittura e una mancanza di coraggio che non permettono alla storia di decollare fino in fondo, al punto che sembra di assistere a un lungo episodio pilota per una storia che deve ancora iniziare. Speriamo che la serie abbia abbastanza successo affinché essa possa continuare e dimostrare tutte le sue potenzialità

Michele Innocenti

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Author: Adele De Blasi

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