Elise e Didier si incontrano e tra loro è amore a prima vista; grande, appassionato, e vissuto sulle struggenti note del bluegrass. Elise ha uno studio di tatuaggi, e attraverso i disegni che fa sul corpo esprime la sua passione per la vita. Tatuaggi che mostra con orgoglio sul corpo esile sono il suo mondo, il suo cuore e le sue emozioni. Didier un sognatore che rincorre il mito dell’America patria del bluegrass, un country in versione pura, suona il banjo e interpreta questa musica con un suo gruppo musicale. L’incontro magico tra i due fa scattare anche un sodalizio artistico per la passione comune per la musica. I loro duetti da brivido sono un cocktail esplosivo fatto di passione e complicità, coronata con l’arrivo di una splendida bambina, Maybelle. Ma il destino in questa perfetta armonia ci mette lo zampino. con la malattia della piccola a sconvolgere come un uragano la perfetta armonia di quel paradiso.
Il regista belga narra quest’amore dall’inizio alla fine mettendo in luce la magia di alcuni momenti, la disperazione per la malattia e l’infrangersi di ogni illusione. Il film nasce da un adattamento teatrale (The Broken Circle Breakdown) di una piece di Johan Heldenbergh, una rara combinazione tra storia personale e musica. La realtà filmata dal regista toccante, emozionante, scava nel profondo dell’emotività; l’amore viene visto nelle differenti sfaccettature come pure l’elaborazione del lutto è guardato dalle due angolazioni dei protagonisti. Perdite così devastanti come quella di una figlia creano un conflitto forte tra Didier e Elise che li porta in direzioni diametralmente opposte Didier si rifugia nei principi, Elise cerca una ragione nella religione e nella superstizione. Le loro strade per un lungo periodo sono andate su binari comuni accumunati dalla musica e dal divertimento, ma la prematura scomparsa di Maybelle traccia un solco che il regista non va a definire. Il finale è aperto e senza ipotesi su quello che verrà. Quello che ci affascina è una fotografia dirompente che riesce a catapultarci a pieno nell’amore di una coppia che ama in modo viscerale. La musica, il bluegrass, con le sue note malinconiche è la colonna portante del film e della vita di Didier e Elise, e ci porta sulle sue note struggenti verso l’amore, la nascita e la morte. In quest’atmosfera magica lo spettatore resta soggiogato, gioendo e piangendo con i protagonisti. La pellicola molto apprezzata e premiata purtroppo non è riuscita a conquistare l’agognata statuetta hollywoodiana surclassata da “La grande bellezza”. Una sceneggiatura ben costruita supportata da una regia sapiente che da spicco ai momenti salienti della storia. Un impeccabile inserimento dei flashback fa in modo che tutto converga nella storia in modo molto lineare. Alabama Monroe è un tragedy che non porta lo spettatore nel baratro del dolore ma che lo accarezza spingendolo a emozionarsi e a vivere a pieno una grande storia d’amore dove tutto si miscela nella vita e la morte sulle note del bluegrass. Splendido, toccante, un emozione totale che lascia una sottile malinconia.
Adele de Blasi
