78 Mostra d’arte cinematografica di Venezia. The Power of the Dog è l’ultimo lavoro della celebre regista Jane Campion, presentato in Concorso, alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Il film vanta un cast di tutto rispetto composto da Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst e Jesse Plemons. La vicenda ruota attorno a due ricchi fratelli che, negli anni ’20 del secolo scorso, sono proprietari di un gigantesco ranch nel Montana. Quando uno dei due sposerà in segreto una vedova locale, l’altro cercherà di vendicarsi, distruggendola. La sceneggiatura del film, scritta dalla stessa Campion, è tratta dall’omonimo romanzo del 1967 di Thomas Savage. Jane Campion, prima e unica regista donna a vincere una Palma d’Oro a Cannes, torna dopo più di dieci anni con un nuovo film.
Jane Campion mette in scena un viaggio nel tormento emotivo di una giovane vedova, intenta nel ricostruirsi una nuova vita, con la speranza di lasciarsi dietro il triste passato. L’interpretazione degli attori rappresenta il “volano” di una sceneggiatura ben costruita ed armonizzata; la capacità di Jane Campion – come nel celebre Lezioni di piano – di dare quel giusto rilievo alla figura di una donna tormentata è l’elemento più incisivo. Le varie difficoltà – emotive e non – nell’intraprendere una nuova vita con un altro uomo e le ingerenze del fratello sono l’ostacolo ad un ritratto femminile perennemente vessato.
The Power of the Dog non scade nel pietismo – per togliere dubbi – ma cerca di mettere in risalto la sopportazione di una donna, all’apparenza fragile. Il pubblico spettatore può solo apprezzare il taglio attuato da una magnifica cineasta come Jane Campion; L’ottima notizia è che il film verrà distribuito da Netflix, rendendolo accessibile ad un vasto numero di spettatori. The Power of the Dog – come ribadito in precedenza – è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Thomas Savage; ciò nonostante Jane Campion adatta il tutto con uno sguardo contemporaneo, apprezzabile nella sua consistenza. Erroneamente qualcuno può pensare che il film sia un’esclusiva al femminile, mentre invece si sofferma molto su entrambi i sessi, cercando di analizzarne i tormenti e le varie emotività che ne derivano. The Power of the Dog dunque è un film universale, sotto certi versi “un trattato sociologico” sulla convivenza e sulla voglia di ricominciare. Tutto questo “armonizzato” da una regista che, in fatto di empatia, è tra le più celebri ed apprezzabili del panorama cinematografico contemporaneo.
Alessio Giuffrida