“La notte del 12” è un film diretto da Dominik Moll. La pellicola si ispira a fatti realmente accaduti e in particolare a uno dei casi raccolti da Pauline Guèna. In un libro inchiesta “18.3- Une année à la PJ”dove la Guèna ha passato un anno a stretto contato con la polizia giudiziaria. Una sera, mentre sta rincasando, la giovane Clara (Lula Cotton Frapier) viene uccisa. Yohan (Bastien Bouillon) si occupa del caso insieme al collega Marceau (Bouil Lanners). Durante le indagini scopre i molteplici segreti che può nascondere una provincia apparentemente tranquilla.
Nell’esaminare il materiale di Guèna, il caso di una giovane donna brutalmente uccisa ha colpito sin da subito il regista ma la natura sordida del crimine lo ha fatto esitare. In particolare Dominik Moll è turbato dal modo in cui certi film sembrano affascinati dalla violenza. Poi la vicenda è diventata una vera e propria ossessione per lui e ha deciso di trattarlo nel film. L’autore del film ha passato un periodo con un gruppo di lavoro di investigatori del commissariato di Grenoble, anche se il libro è molto ben documentato. Moll ha potuto vedere la macchinosità delle procedure e delle relazioni, la tensione e la banalità dei momenti di relax degli agenti. Da ogni sequenza viene sempre fuori il lato umano con disagi e le passioni. Bastien Bouillon interpreta un poliziotto scrupoloso e il fatto di trovare l’assassino è una vera e propria ossessione per lui, come è avvenuto per il regista.
“La notte del 12” mette al centro il rapporto tra uomini e donne. Molte notizie di cronaca sono legate a femminicidi e quello che avviene non è una pura e semplice fatalità. Gli agenti sono quasi sempre uomini che devono interrogare altri uomini. Come si sentono quando hanno a che fare con donne che potrebbero essere le loro mogli, fidanzate, figlie, sorelle? Dominik Moll si pone questa domanda nel realizzare un film di grande impatto per la sua precisione e lucidità. La sua esperienza sul campo gli ha evitato ogni spettacolarizzazione e per questo la sua opera invita a riflettere su un fenomeno che si verifica troppo spesso.
Maria Vittoria Guaraldi