“Tar” è il nuovo film di Todd Field. Lydia Tar (Cate Blanchett) è la prima direttrice d’orchestra alla guida della Filarmonica di Berlino. La sua carriera è all’apice: sta lavorando alla quinta sinfonia di Mahler e sta per presentare un libro sulla sua visione della musica. La vita di Lydia cambia quando la famiglia di una sua ex studentessa morta suicida l’accusa di cattiva condotta sessuale.
Todd Field realizza una pellicola molto complessa come il personaggio principale. Il regista inserisce schermi di smartphone e filmati in rete in inquadrature classiche combinando stili diversi. La macchina da presa ha sempre il controllo della situazione, come la bacchetta di Lydia. La direttrice d’orchestra è una donna rigorosa e dall’enorme peso culturale. La sua perfezione si nota anche negli abiti che indossa sempre molto essenziali ma curati e nelle ore che dedica al lavoro. La donna, però, si fa strada nel mondo senza preoccuparsi del suo comportamento e facendo soffrire gli altri. Andando a scavare nel suo lato più intimo si evince come l’artista sia manipolatrice e abusi del suo potere. Tanti la venerano ma hanno anche soggezione di lei. Cate Blanchett ha studiato molto per prepararsi: ha studiato il linguaggio musicale e ha visionato molti filmati di celebri direttori d’orchestra. Inoltre ha imparato a parlare tedesco..
“Tar” è una pellicola interessante per quanto riguarda il tema e la protagonista. Lydia catalizza tutta l’attenzione dello spettatore su di sé come avviene con chi assiste alle sue esibizioni. La narrazione si addentra sempre più nell’intimo e sconvolge sempre più le carte in tavola. La musica passa un po’ in secondo piano e si invita lo spettatore a riflettere piuttosto che a godere di una magistrale esecuzione. La durata del film è un po’ eccessiva ma Cate Blanchett sa tenere sempre la scena anche quando non è sul palco.
Maria Vittoria Guaraldi