“Il ritorno a casa di Casanova” Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera, che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino. Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler, un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare.
Forse il film più intimo di Gabriele Salvatores, un vero e proprio testamento artistico che percorre un binario sottile capace di entrare nel cuore dello spettatore. Il protagonista, Toni Servillo –Leo Bernardi, è un affermato regista alla fine della sua carriera che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino. Per la sua ultima opera ha deciso di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler, un personaggio incredibilmente simile a lui in cui forse ha paura a riconoscersi.. Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la gioventù e non ha più il suo fascino ne il potere sulle donne che aveva quando era nel fiore degli anni. Senza un soldo in tasca non ha più voglia di girare l’Europa vuole solo : tornare a Venezia.. Durante il viaggio, però, Casanova conosce una ragazza, Marcolina, che riaccende la sua voglia di conquista ma si scontrerà con una triste realtà ormai è vecchio.
“Il ritorno a casa di Casanova” Una pellicola scenografica, girato un po’ in bianco e nero e un po’ a colori e con un cast di grandissimo livello che, oltre a Servillo e Bentivoglio, conta anche la giovane Bianca Panconi, Sara Serraiocco, Natalino Balasso e Alessandro Besentini. Il regista crea un fil rouge lega Leo interpretato da Tony Servillo e Casanova interpretato da Fabrizio Bentivoglio. Salvatores sceglie, infatti, di raccontare questa storia in un momento di fragilità della vita di Leo Bernardi e della sua carriera. E qui porta alla luce la vita, i dubbi e inquietudini che condivide con il suo personaggio. Leo si chiederà se sia più importante: continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la vita ti propone? Un film intimo che porta il regista a chiedersi: È più importante il cinema o la vita?
Adele de Blasi