“L’appuntamento” è il nuovo film della regista Teona Strugar Mitevska. Asja (Jelena Kordic Kuret) è una donna single e per incontrare l’anima gemella si iscrive a un evento di speed dating. Qui conosce Zoran (Adnan Omerovic), un uomo misterioso e di bell’aspetto con il quale all’inizio sembra nascere una sintonia speciale. Ma Zoran non è lì per cercare amore: c’è un segreto nel suo passato che riguarda proprio Asja e che ha unito i loro destini.
Il film è una storia di connessioni impossibili, di amore e di assurdità. Tutto si svolge in un unico spazio. La pellicola è corale ed è stato concepito come un puzzle in cui ogni pezzo è di fondamentale importanza. La regista ha fatto mesi di prove per permettere di organizzare il caos e di creare spazio per l’improvvisazione e per fare emergere dagli attori una verità . La narrazione è una sinfonia di movimenti coreografici che rivelano strati di emozioni e lentamente portano lo spettatore a uno stato di vertigine. La città di Sarajevo è testimone di ferite aperte e dolori passati. Zoran, simile a un’anima tormentata in un dipinto di Egon Schiele, vibra come se fosse tormentato dall’interno. Asja offre una serie mutevole di sfumature emotive mentre ci mantiene incerti su cosa stia succedendo con esattezza nella sua mente.
“L’appuntamento” è un film potente dove la storia recente di Sarajevo è rappresentata come un rituale d’amore e guerra, una danza di corteggiamento pericolosa e ambivalente. Siamo immersi nel presente assoluto dell’azione e delle performance attoriali. I due protagonisti sono magnetici e tutto è girato con sapienza. La storia è avvincente sin dall’inizio e non cade mai nel banale. L’obiettivo è quello di sondare il caos etnico e religioso in cui si dibattono i popoli della ex Jugoslavia, fare l’autopsia alla guerra mescolando umorismo, un acuto senso della messa in scena e dell’allegoria. La pellicola è un’opera originale e infinitamente appassionante.
Maria Vittoria Guaraldi