“Ritorno a Seul” è il nuovo film di Davy Chou. Freddie (Ji-Min Park), 25 anni, torna in Corea del Sud per la prima volta da quando, appena nata, è stata adottata da una coppia francese. Qui, inizia a cercare i genitori che l’hanno abbandonata. La ragazza si trova immersa in una cultura molto diversa dalla sua e intraprende un viaggio nel viaggio che la porterà in direzioni del tutto inaspettate.
Il regista ha preso spunto dalla storia di una sua ex compagna di studi, Laure Badufle. Il film si svolge tutto in Corea del Sud in tre periodi differenti della vita della protagonista. I temi principali sono l’abbandono, la perdita e il cercare il proprio posto nel mondo. Freddie, durante tutta la narrazione, mantiene uno sguardo freddo che trafigge i passanti. Inoltre è insofferente alle regole e alle formule di cortesia. In realtà si sta guardando dentro e sta tentando di colmare il vuoto, quello strappo causato dalla madre biologica. Quello che mostra è una maschera, una strategia di difesa. La ragazza sembra di non aver bisogno di nessuno per andare avanti e afferma sempre il proprio bisogno di libertà e indipendenza. Il padre biologico che si mostra in tutta la sua fragilità e sincerità. Il viaggio che compie Freddie è intimo e Davy Chou coglie anche i particolari più minuziosi.
“Ritorno a Seul” è un film molto intenso che conferma ancora una volta il talento di Davy Chou. Durante tutto l’arco narrativo mantiene sempre uno sguardo concreto e sincero su quanto sta succedendo. I legami fanno parte della vita di ognuno di noi e qualsiasi spettatore si può identificare nel viaggio di Freddie. La protagonista ha uno sguardo magnetico che cattura dalla prima inquadratura. I temi vengono sviluppati con molta lucidità. I momenti drammatici ben si amalgamano a quelli più leggeri senza mai sbilanciarsi. Questo film è perfetta per scoprire o riscoprire la straordinaria abilità di Davy Chou.
Maria Vittoria Guaraldi