Alpha

Alpha ha tredici anni e vive con la madre in una città immaginaria, ispirata alla New York degli anni Ottanta. Graffiti, cemento e caos urbano disegnano il suo mondo. È una ragazza inquieta, silenziosamente arrabbiata, con uno sguardo lucido e disilluso. La sua adolescenza prende una svolta il giorno in cui torna a casa con un tatuaggio sul braccio. È il segno di un disagio profondo, non ancora compreso. Intorno a lei, un’epidemia silenziosa inizia a colpire. L’AIDS si diffonde, portando con sé paura, isolamento e morte. Quando uno dei suoi genitori si ammala, Alpha deve affrontare il dolore, il lutto e la perdita. In un mondo che cambia troppo in fretta, la sua infanzia finisce bruscamente. Tra rabbia e affetto, incertezze e scoperta, Alpha inizia un viaggio emotivo che la spinge oltre ogni limite. È la storia di un corpo che cambia, di una mente che resiste.

Il film diretto da Julia Ducournau, mescola realismo e simbolismo per raccontare un’adolescenza contaminata da due epidemie: AIDS ed eroina. Il corpo è il centro del racconto. Il virus pietrifica muscoli e ossa, trasformando le persone in statue viventi. Accanto ad Alpha, uno zio tossicodipendente lotta contro la propria fragilità fisica. A prendersi cura di entrambi è una madre-medico, impotente di fronte alla sofferenza. Il film alterna dettagli intimi e immagini più astratte. La regia si muove tra crepe della terra e ferite della pelle. La narrazione non è lineare, ma si dispiega come un viaggio emotivo. I personaggi si sfiorano, si annusano, si abbracciano, cercando contatto e conforto. Le metafore visive abbondano: la polvere rossa, il tatuaggio, l’acqua di una piscina. Ogni immagine è carica di senso. Ducournau costruisce un film sensoriale, doloroso, intimo. Un’opera che esplora il limite tra vita e morte, corpo e spirito.

Alpha è senza dubbio un film che lascia il segno: non tanto per quello che “racconta” in termini stretti di trama, ma come lo racconta, con la materialità del corpo, con la paura del contagio, con l’idea che la malattia sia anche perdita — non solo fisica, ma di sé, del tempo, dell’innocenza. Ducournau dimostra ancora una volta di saper usare il genere — body horror e fantascienza allegorica — per scavare nell’intimo umano, non per spettacolo, ma per rivelazione.Tuttavia, proprio questa forza rischia, per alcuni spettatori, di essere troppa: l’eccessiva densità simbolica, la narrativa parzialmente criptica, la mancanza a volte di un equilibrio tra momenti oppressivi e quelli più quieti possono rendere la visione non sempre fluida. Alpha non è un film facile, è un’esperienza, e come ogni esperienza forte avrà chi lo amerà con passione e chi invece lo troverà eccessivo o troppo oscuro.

Adele de Blasi

Alpha. è un film del 2024 di genere drammatico, diretto da Jan-Willem van Ewijk, con Kaija Ledergerber, Gijs Scholten van Aschat e Reinout Scholten van Aschat, della durata di 100 minuti, Uscita 18 settembre 2025

Rate this post

Author: Adele De Blasi

Share This Post On

Submit a Comment