Honey don’tAmbientato nella polverosa Bakersfield, in California, Honey Don’t! segue la storia di Honey O’Donahue, investigatrice privata brillante ma disillusa. Dopo un incidente mortale, viene coinvolta in un’indagine complessa. Ben presto, scopre che più morti sospette conducono tutte alla stessa inquietante chiesa isolata. Qui, un pastore carismatico guida una setta dalle pratiche oscure. Inoltre, nella vita di Honey irrompe la poliziotta MG Falcone, dando inizio a una relazione intensa e imprevedibile. Mentre l’indagine si fa più pericolosa, emergono verità disturbanti e legami inquietanti tra fede, violenza e potere. Nonostante le apparenze, nulla è come sembra. Honey Don’t! è diretto da Ethan Coen e co-scritto con Tricia Cooke, sua compagna e collaboratrice. Il film rappresenta il secondo capitolo della loro “trilogia di B-movie lesbici”, inaugurata con Drive-Away Dolls. Attraverso umorismo nero e tensione costante, il film costruisce un mondo a metà tra noir e commedia pulp.
La pellicola si muove abilmente tra generi. Infatti, mescola il noir classico con l’ironia dissacrante della dark comedy. La protagonista, interpretata da Margaret Qualley, è affascinante e contraddittoria. Inoltre, il suo look rétro si scontra con l’ambiente degradato in cui si muove. Aubrey Plaza, nei panni di MG, aggiunge tensione emotiva e un tocco graffiante. Chris Evans, sorprendentemente efficace, interpreta un pastore sadico e manipolatore. La regia alterna momenti statici a esplosioni improvvise di violenza. Inoltre, la colonna sonora di Carter Burwell rafforza il tono sospeso tra grottesco e malinconico. Visivamente, il film è curato nei minimi dettagli. I colori polverosi e i costumi ricercati accentuano l’atmosfera decadente. Tuttavia, il ritmo narrativo è irregolare. Alcune sottotrame restano irrisolte. Il finale, seppur spettacolare, arriva troppo in fretta. Nonostante ciò, il film mantiene coerenza estetica e intensità. In conclusione, è un esperimento riuscito.
Honey Don’t! è più di un noir queer. In effetti, è anche una critica feroce alla religione, al patriarcato e alla rappresentazione stereotipata delle donne. I personaggi femminili dominano la scena. Infatti, gli uomini sono spesso ridotti a ostacoli o comparse grottesche. Nonostante ciò, il film non rinuncia a una forte carica erotica, che talvolta indulge nello sguardo maschile. Tricia Cooke co-firma la sceneggiatura, ma rimane parzialmente oscurata dalla regia di Coen. Sarebbe interessante vederla guidare un progetto da sola. Tuttavia, la coppia dimostra coraggio e visione. Tematicamente, il film riflette sul desiderio, sull’identità e sul controllo. Inoltre, riesce a essere politico senza diventare predicatorio. La messa in scena è raffinata, piena di riferimenti, ironia e stile. In definitiva, Honey Don’t! è un’opera originale, tagliente e visivamente accattivante. Se questa trilogia queer continuerà con coerenza, potrebbe segnare una svolta importante nel cinema indipendente americano. Non perfetto, ma assolutamente necessario.
Adele de Blasi
Honey Don’t! è un film del 2025 di genere giallo, commedia, thriller, diretto da Ethan Coen, con Margaret Qualley, Aubrey Plaza e Chris Evans, della durata di 90 minuti, Uscita nei cinema italiani il 18 settembre 2025, distribuito da Universal Pictures.