Fréderic Fonteyne ritorna sugli schermi per continuare la trilogia intrapresa con i due precedenti film dove i parla di donne e di amore. In questo racconto l’amore e la femminilità viene esplorata attraverso gli occhi di una guardia carceraria innamorata. J.C. è un uomo schivo e solitario che passa la sua vita nel duro lavoro in un carcere. Unico svago il tango. Durante una lezione conosce Alice, una giovane di 30 anni molto bella, madre di un ragazzo 15 enne. Il suo stupore sarà grande quando ritroverà Alice a far visita a due detenuti, il marito e l’amante. La donna, molto diversa da lui, ha un vita fatta di tante cose mentre J.C. vive la monotonia del quotidiano. Il marito di Alice non approva la sua passione per il ballo e coltiva una grande gelosia per il tango, e questo suo problema porterà nuove energie in carcere: infatti nelle ore d’aria si terrà un corso di ballo dove si esplorerà il linguaggio del corpo attraverso il ballo. Ma perché proprio il tango? Questo ballo viene visto come elemento di liberazione e seduzione, essendo l’incontro di due persone che si vogliono conoscere attraverso i movimenti del corpo e la sonorità della musica. L’uomo è padrone assoluto perchè è lui che porta e la donna lo segue, il contatto fisico è molto stretto, è un ballo fatto di passione dove ci si abbandona. Il secondino non è portato ad abbandonarsi alla magia della musica perchè è tecnico, ma attraverso Alice scoprirà la forza del ballo e dell’amore e ne resterà catturato. L’uomo è totalmente preso dalla donna ed è pronto a tutto pur di sedurla, e questo suscita le ire dei due uomini che sono in carcere che ben presto capiscono che tra loro sta nascendo qualcosa. Alice è una donna insicura, ha due uomini che la amano e a cui non vuole rinunciare e quindi non sceglie, in questo terzetto si inserisce J.C. Personaggi ben caratterizzati trattati dal regista con grande tenerezza, pochi esterni, quasi tutto girato in prigione dove non emerge la violenza ma il lato umano. Fernand e Dominique, marito e amante, amici da sempre e complici di un crimine, devono fare i conti con l’amicizia di una vita e il sentimento reciproco che li lega alla donna. Infine la guardia carceraria pronta a tutto pur di conquistarla, pronto anche a infrangere i regolamenti e a rischiare per lei. Il tango con la sua sensualità e passionalità sembra dare una speranza anche tra le mura di una triste prigione dove i giorni passano grigi scanditi dalla monotonia delle ore. Attraverso il tango i carcerati si riappropriano della loro libertà e ridefiniscono i confini dell’amicizia. Un film di grande sensibilità ed emozione che permette agli attori di essere in uno stato di grazia. Musiche bellissime e malinconiche sottolineano momenti intimi, è una tragicommedia con la luce e il ritmo della Milonga. E’ la storia di un uomo che cambia attraverso la danza e attraverso l’amore di una donna. Grande cameo del famoso tanghero Mariano Chico Frumboli, che è il maggior esponente del tango nuevo .Una commedia anche dai toni tragici, corporea, passionale, dove attraverso la passione per il tango i personaggi trovano un riscatto. Per gli appassionati di ballo e non e per coloro che si vogliono avvicinare ad atmosfere nostalgiche.
Adele de Blasi
