Manca poco alle vacanze di Natale e, tra “cinepanettoni” e produzioni hollywoodiane, i cinema italiani si preparano al felice evento. Ma, se sfogliamo con attenzione il menù filmico natalizio, ecco che intravediamo un piacevole regalo: Franny.
Gastronomicamente parlando, senza Richard Gere l’opera prima di Andrew Renzi sarebbe rimasta nascosta tra una portata e l’altra. Sì, perché Richard Gere non è soltanto Franny, il soprannome del personaggio che interpreta: lui è il film intero. E poi, per rimanere in campo alimentare, dicendo pane al pane e vino al vino, non è proprio il vino che invecchiando migliora? Già, perché malgrado le palpebre calanti – rendiamo grazie a Gere per avere snobbato la blefaroplastica – l’ufficiale gentiluomo mantiene intatto un fascino ever green. Certo, magari meno aitante dell’American Gigolò indeciso davanti all’armadio stracolmo di abiti Armani, ma il sogno proibito di milioni di donne negli anni ’80 (e non alludo all’armadio!), è tornato a incantarle, più sexy che mai.
Francis Watts, detto Franny, è un milionario sessantenne che nasconde un segreto inconfessato, non svolge nessun tipo di lavoro e ha trovato nella beneficenza la sua unica ragione di vita. Quando, dopo tanti anni, ritrova Olivia, la figlia dei suoi più cari amici morti in un incidente stradale, Franny non riesce a impedirsi di aiutarla. Da quel momento la vita del ricco scapolo prenderà un’altra piega…
Andrew Renzi confeziona un’opera prima che ci parla di dipendenza e rinascita, redenzione e perdono. Il giovane regista americano cattura subito l’attenzione in sala, e lo fa presentandoci un Gere/Franny grasso, anziano, trascurato e malfermo, con indosso un paio di occhiali tenuti assieme dallo scotch: un perfetto sosia di Ernest Hemingway negli ultimi anni di vita. I caldi colori autunnali della costa orientale statunitense sembrano sottolineare le tante sfaccettature di Franny: un caleidoscopico benefattore sempre in cerca di perdono. Ogni spettatore, uomo o donna che sia, rimarrà istantaneamente conquistato da Francis Watts, un riccone tormentato dalla sua ansia d’amore, in perenne conflitto con se stesso. Renzi (da non confondere con il noto “rottamatore” italiano!) ha saputo colmare il suo film di personaggi ben delineati, a partire da Olivia – Dakota Fanning è già maggiorenne? Il tempo vola! – , per passare a suo marito Luke, quel Theo James impresso nelle menti femminili grazie a un famoso spot (e sfido tutte le donne a ricordarsi del prodotto pubblicizzato, e non di altro!), fino ad arrivare a Franny, il misterioso creso tutto da svelare.
Siete stanchi delle solite tombolate e dei mercanti in fiera? Don’t worry, la magnifica sorpresa che il Natale alle porte ci riserva è Franny: un carismatico Richard Gere in assoluto stato di grazia.
Silvia Fabbri
