Julieta- film-recensione-Pedro Aldomovar
A distanza di tre anni dal suo ultimo film, il Premio Oscar Pedro Almodóvar torna al cinema con “Julieta”, apparso nella Selezione Ufficiale del Festival di Cannes del 2016. Il titolo originale del lungometraggio è “Silencio”, parola che riesce a rendere perfettamente il tema centrale attorno al quale si svolge la vicenda della protagonista: la Julieta adulta di Emma Suárez si scherma nel mutismo mentre la sua versione giovane, interpretata da Adriana Ugarte, viene punita dall’indifferenza dell’amatissima figlia.
Julieta vive a Madrid con la figlia Antía. Entrambe soffrono in silenzio per la perdita di Xoan, padre della giovane ragazza e marito di Julieta. A volte però, nonostante le apparenze, il dolore non unisce le persone ma le separa. Il giorno in cui Antía compie diciotto anni abbandona la madre, senza darle nessuna spiegazione. Julieta inizia a cercarla con tutti i mezzi a sua disposizione ma la ricerca si rivela infruttuosa. Passano tredici anni ma il tempo non è sufficiente a guarire questa ferita: basta un incontro fortuito con Bea, un’amica d’infanzia di Antía, per far decidere a Julieta di stravolgere la sua nuova vita e di ripiombare in un dolore mai superato.
Si ritrovano in questo lavoro la predominanza schiacciante del rosso e del blu cobalto, cifra stilistica di Almodovar che deriva dall’influenza che sull’autore ha avuto la cultura pop degli anni ’70. Anche i tessuti barocchi, sgargianti e quasi stridenti, fanno piombare lo spettatore in un mondo che ha imparato a riconoscere e ad amare. Le ossessioni, sublimate fino al punto di diventare elemento predominante della narrazione, non abbandonano il regista spagnolo e anzi lo continuano ad accompagnare nel suo percorso di scoperta ed esaltazione del misterioso e demiurgico universo femminile, popolato da creature potenti ma al tempo stesse schiacciate dai sensi di colpa, eredità mitologica della creazione della specie.
Purtroppo questa rassicurante continuità con i suoi storici lavori non basta a dissimulare le approssimazioni insite in “Julieta”. Allontanandosi dal genere del melò, Almodovar piomba in un terreno a lui sconosciuto, che non riesce proprio a dominare. Nel rappresentare un rapporto madre-figlia in cui l’amore si trasforma bruscamente in abbandono, il regista non riesce a raggiungere un calore a lui solitamente caro e tinge di freddezza il suo racconto, reso inverosimile dalla esagerata casualità forzata che lo attraversa.
Micol Koch
DATA USCITA : 26 maggio 2016
GENERE: Drammatico
REGIA: Pedro Aldomovar
ATTORI: Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti
DISTRIBUZIONE Warner Bross
PAESE Spagna
DURATA .99 min,
