Alla sua seconda opera da regista, lo stilista Tom Ford – nuovamente in concorso alla 73esima Mostra del cinema di Venezia dopo il debutto con A Single Man (2009) , torna con un connubio accattivante bellezza-verità, il regista, old fashion-vecchio stile, come ama definirsi ama lasciare nei suoi film un messaggio.”Bisogna ripensare al film quando si esce dalla sala, bisogna continuare a riflettere: questo è lo scopo”. Lo scopo lo raggiunge in Nocturnal Animals, film in concorso al Lido con protagonisti Amy Adams, Jake Gyllenhaal e un folgorante Michael Shannon (purtroppo assente). Il film inizia con una carrellata di donne nude pingui, con corpi grassi dove macchina da presa entra impietosa nelle pieghe , volti sfigurati da un trucco pesante, un eccesso di Botero.
Ispirata al libro di Austìn Wrìght, la pellicola è costruita su una meta-struttura parallela: in primo piano c’è la storia di Susan (Amy Adams), gallerista d’arte imprigionata in una vita (im)perfetta e infelice, e poi quella di Tony Hastings (Gyllenhaal), protagonista di un romanzo scritto dall’ex marito di Susan (sempre Gyllenhaal), che lui le manda in bozze e la donna prende a leggere durante le notti insonni.
Nel libro, Tony è un padre di famiglia che una notte, in viaggio in macchina con moglie e figlia, viene spintonato Alla sua seconda opera da regista, lo stilista Tom Ford – nuovamente in concorso alla 73esima Mostra del cinema di Venezia dopo il debutto con A Single Man (2009) – centra già l’obiettivo di una carriera. Proprio lui, che esteta lo è di professione, decide di non realizzare un’opera “d’arte” fine a se stessa ma di combinare perfettamente estetica e sostanza, arte e verità, senza lasciare mai la bellezza al caso. Lo ammette lui stesso: «Sono un regista vecchio stile, penso debba esserci sempre un messaggio nei film. Bisogna ripensare al film quando si esce dalla sala, bisogna continuare a riflettere: questo è lo scopo».
Lo scopo lo raggiunge in Nocturnal Animals, film in concorso al Lido con protagonisti Amy Adams, Jake Gyllenhaal e un folgorante Michael Shannon (purtroppo assente). Il film inizia con una carrellata di donne nude pingui, con corpi grassi dove .macchina da presa entra impietosa nelle pieghe , volti sfigurati da un trucco pesante
Ispirata al libro di Austìn Wrìght, la pellicola è costruita su una meta-struttura parallela: in primo piano c’è la storia di Susan (Amy Adams), gallerista d’arte imprigionata in una vita (im)perfetta e infelice, e poi quella di Tony Hastings (Gyllenhaal), protagonista di un romanzo scritto dall’ex marito di Susan (sempre Gyllenhaal), che lui le manda in bozze e la donna prende a leggere durante le notti insonni.
Nel libro, Tony è un padre di famiglia che una notte, in viaggio in macchina con moglie e figlia, viene aggredito da una banda di balordi, che gli portano via l’auto e rapiscono le donne, ritrovate poi stuprate e uccise. Tony non è stato in grado di difenderle, e questa colpa sarà più difficile da affrontare del dolore.
Solo grazie all’aiuto dello sceriffo sgangherato Bobby Andes (Shannon), Tony troverà la redenzione.
Solo grazie all’aiuto dello sceriffo sgangherato Bobby Andes (Shannon), Tony troverà la redenzione. E, a quel punto, anche Susan dovrà fare i conti con la sua e con quella del suo ex marito, che lei aveva abbandonato e fatto soffrire.
Adele de Blasi