Festa del cinema di Roma: Fritz Lang

Realizzare un film sul grande Maestro che nel 1927 diresse Metropolis è impresa assai ardua, prova ne è Fritz Lang di Gordian Maugg presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma. Lang, interpretato da Heino Ferch, sta attraversando un momento di profonda crisi sia personale che professionale: i suoi rapporti con la moglie Thea Von Harbou sono ridotti ai minimi termini, e il cinema muto è stato soppiantato da quello sonoro. Un evento di cronaca nera, relativo al serial killer soprannominato dalla stampa“ il vampiro di  Düsseldorf”, fa risvegliare però in lui non soltanto quella curiosità creativa che lo spingerà a dirigere il capolavoro M – Il Mostro di Düsseldorf, ma anche il senso di colpa per un oscuro episodio del passato…

Con estremo coraggio il filmaker tedesco mette in scena un Fritz Lang dedito alle droghe, ossessionato dal sesso, freddo e arrogante: un uomo vittima di un’infanzia violenta con una brutta storia alle spalle. Quanto ci sia di vero in ciò che Gordian Maugg racconta rimarrà comunque un mistero. Già, perché mentre nella realtà l’ipotesi che il “genio dal monocolo” avesse ucciso la prima moglie non fu mai confermata, i vizi di cui Lang era schiavo vennero invece narrati in diverse biografie.

Assistere alla proiezione di questo lavoro non è cosa semplice. Se da un lato l’utilizzo del bianco e nero, dello stile espressionista, e del formato 4.3 aiuteranno lo spettatore a calarsi a pieno nell’atmosfera degli anni Trenta, dall’altro i filmati d’epoca, alcune immagini delle opere di Lang, e l’indimenticabile sequenza in cui è presente Peter Lorre – qui il paragone con il film di Maugg si rivelerà un vero boomerang  –  offriranno in sala un mix di associazioni visive di non sempre facile interpretazione. Il risultato? Il risultato è un lungometraggio adatto più ai cinefili che al vasto pubblico.

Ma, nonostante il fatto che una certa lentezza di ritmo e un montaggio notevolmente complesso ne ostacolino la fluidità narrativa, i giochi di citazioni e i tanti rimandi cinematografici trasformano Fritz Lang in un gioiello raro: una piccola perla nera che non tutti potranno amare.

 

Silvia Fabbri

 

 

 

 

 

 

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Author: Adele De Blasi

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