Anna e Yusef

Una calda storia d’amore,sullo sfondo la primavera araba, l’integrazione razziale e i clandestini sono parte di una vicenda che si snoda dall’Italia alla Tunisia a tinte forti. Anna (Vanessa Incontrada) è sposata con un uomo del Maghreb Yusef (AdelBencherif), attore molto amato dai francesi e conosciuto per il film “Il Profeta”. Molte le diversità culturali, la regista CinziaH.Torrini esce dagli stereotipi e si concentra sulla famiglia, portandoci in un luogo sicuro, forte, dove tutto si affronta per amore.L’immagine femminile è di una donna coraggiosa, che non lascia mai solo il suo uomo nelle difficoltà, ma lo segue nel Maghreb con la figlia. Sullo sfondo aleggia la primavera araba e Anna è costretta a scappare su un barcone di clandestini. Drammatico, romantico e a tratti thriller, non vogliamo svelare niente di una trama avvincente con un finale simbolico, la costruzione di un ponte, che è quello che dovrebbe congiungere tutte le etnie e abbattere le diversità. Un grande lavoro di scrittura dove si intrecciano elementi di grande attualità lasciando il fulcro alla storia d’amore, un racconto di diversità. Il quadro che emerge è di grande positività, commovente ma allo stesso tempo pieno di speranza.
Intervista con Vanessa Incontrada
Vorrei che mi parlassi un po’ del tuo personaggio, Anna, lei che donna è?
Vanessa Incontrada: Anna è una vera madre di famiglia, ben inserita nel sociale, lavora come fisioterapista, innamorata di Yusef, un ingegnere tunisino, lei lotta per la sua felicità. Come tante donne ha cercato la metà della mela e l’ha trovata in Yusef,tra loro c’è un legame molto forte,si percepisce che sarà per sempre. Anna crede in quello che hanno costruito, per lei lo stare insieme è lottare, avere pensieri diversi, soffrire, amare a 360° con una fiducia immensa nell’altro. Lei crede nel matrimonio e che la vita vada affrontata insieme.
Che cosa ti ha lasciato un’esperienza così forte?
Vanessa Incontrada: E’ stata un’esperienza intensa ed emozionante che mi ha portato a un momento di forte riflessione sui valori, un lavoro impegnativo ma allo stesso tempo gratificante.
Nel finale c’è la donna di colore che ha salvato tua figlia, non si capisce bene, che fine fa?
Vanessa Incontrada: La regista ha voluto lasciare un finale aperto e quindi non si percepisce se la donna arriverà in Italia o sarà rimandata indietro, questo finale dà speranza che ci sia accoglienza, il messaggio vuole essere positivo. Non si danno giudizi sul fenomeno dei clandestini né sulle diversità culturali, il racconto vuole porre l’attenzione su un fenomeno complesso e dare un contributo alle diversità culturali. C’è un piccolo accenno ai tumulti tunisini, una situazione complessa di un conflitto interno politico, l’accenno che si fa è di un cambiamento sociale.
Pensi che si voglia parlare delle difficoltà dei clandestini che fuggono sui barconi?
Vanessa Incontrada: Nel momento in cui gli spettatori vedranno il film le loro percezioni saranno diverse per cultura o per habitat sociale, quello che è forte è la storia d’amore e la rabbia di Anna. Il contesto duro sarà alleggerito dalla storia appassionata di Anna e Yusef.
Non pensi che un italiana medio-borghese non si sarebbe mai imbarcata con dei clandestini, perché non andare all’ambasciata a chiedere aiuto?
Vanessa Incontrada: Lei viene presa dal panico, è in mezzo a una rivoluzione, non riesce ad arrivare alla famiglia del marito e poi è la sua antagonista, la loro unione è poco accettata. In quel momento è preda dell’irrazionalità e quindi pensa a salvarsi con la bambina non percependo il reale pericolo.
Vanessa Incontrada mi saluta con garbo, sfoderando il suo meraviglioso sorriso e noi le auguriamo bonne chance per Anna e Yusef.
Adele de Blasi

Autore: Adele De Blasi

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