Conferenza stampa di Luc Besson

Oggi all’hotel De Russie conferenza stampa affollatissima per il regista francese Luc Besson a Roma per l’uscita del suo film “Valerian la città dei mille pianeti”. Il regista disponibile ha risposto con grande charme a tutte le domande scherzando con i giornalisti presenti.

Il piccolo Luc leggeva i fumetti lei lo fa ancora?

Ho sempre amato i fumetti e li leggo ancora, sono un adulto che non scorda il bambino che c’è dentro di me. Non sono un uomo infantile, un filosofo sostiene che il bambino è il papà dell’uomo.

Il fumetto è stato l’ispirazione del suo film?

All’età di 10 anni mio padre mi ha regalato il fumetto, sicuramente l’ispirazione viene da questa lettura. Ho iniziato la preparazione del film lavorando senza sceneggiatura con sei artisti provenienti da diverse parti del mondo, scelti tra 2.000 candidati con un concorso e li ho lasciati immaginare come potesse essere il 28esimo secolo . Abbiamo esplorato questo universo senza mai incontrarci parlandoci una volta a settimana via skype, in questo modo volevo proteggere la creatività di ognuno di noi per il bene del film. Poi nel secondo anno ho trovato altri sei sceneggiatori che si sono occupati della stesura del film e tra tanto materiale ho scelto le idee migliori per il film.

I suoi film sono definiti “un inno alla degradazione umana” è corretto?

Si io lotto contro la degradazione umana voglio guardarmi allo specchio serenamente.

In Valerian emerge il potere delle donne che ne pensa?

Le donne utilizzano il cuore, gli uomini i muscoli, ma le donne sono l’avvenire dell’uomo. Nella storia nessuna donna ha mai iniziato una guerra, ma noi siamo migliori nel calcio.

Nel film sei milioni di alieni uccisi, un popolo sterminato, c’è un riferimento storico?

Il vero nucleo del film è il progresso, nella storia ci sono stati interi popoli sterminati e massacrati per questioni religiose come gli ebrei, o per il progresso. Ho cercato di sensibilizzare i miei figli a questi temi ma ho visto che si annoiano, mio figlio quando ha visto in Valerian lo sterminio degli alieni è rimasto colpito negativamente la riteneva una cosa molto cattiva. Anni fa ho realizzato il film “Arthur e il popolo dei Minimei” nell’intento di educare i miei figli. Un giorno mi ha chiamato un amico dicendomi che i suoi figli non passavano più sul prato per paura di schiacciare i Minimei, sono sempre stato da sempre molto attento all’ambiente.

Ci sarà una trilogia per Valerian, e come mai Laureline non ha i capelli rossi come nel fumetto?

Sicuramente mi piacerebbe farne una trilogia ma non dipende da me ci sono molti fattori da considerare. Ho provato a fare diventare Cara Delevingne rossa ma non mi piaceva quindi ho scartato l’idea.

In Valerian la tecnologia è dominante, pensa che questo possa diventare nel tempo un limite?

La tecnologia  libera ogni tipo di fantasia, l’immaginazione spesso limita. Nei film americani tutti i super eroi sono uguali, anche i cattivi sono sempre gli stessi, gli alieni. Quando guardo questi film dopo 25 minuti smetto di vederli perché mi annoio, e poi anche i costumi sempre uguali con lo stesso fornitore di calzamaglie.

Avatar di James Cameron ha influito sul suo lavoro?

James Cameron è un regista che amo e rispetto molto, mi ha invitato sul set del suo film, è lui che ha inventato la tecnologia di Avatar. Per il mio film mi ha aiutato e consigliato, lui per me è un grande fratello, per il mio film io ho usufruito della sua tecnologia.

Nel finale c’è una parentesi ecologica, le va di parlarne?

Si c’è una parentesi ecologica e io ho cercato di trovare un grande equilibrio, ho fatto del mio meglio. I Pearls non hanno lo spirito di vendetta. Questo popolo che ha perduto tutto non vuole vendicarsi ma vuole recuperare ciò che ha perso. Voglio che i bambini capiscano che la vendetta non è la soluzione, questo è il messaggio che deve passare.

Lei ha scelto due attori molto giovani come è stato lavorare con loro?

I due attori sono molto giovani ma molto forti, volevo che due giovani rappresentassero il 28° secolo, loro dovevano rappresentare l’evoluzione della società. Inoltre volevo rinnovare la schiera degli attori che da anni sono sempre gli stessi.

Come mai ha scelto Rihanna?

Il personaggio di Bubble esiste già nel fumetto, è un personaggio che mi ha sempre affascinato perchè si trasforma e può prendere qualsiasi identità. In questa trasformazione io vedo la sublimazione dell’attore è il suo apice,  Nella scena finale lei muore dicendo una frase di shakespeare, bello vero. Quando ho scelto Rihanna mi è stato detto dal casting < ma non hai una seconda scelta e io ho detto no>, l’hanno chiamata e lei ha accettato senza problemi.

La realizzazione del film è stata molto lunga, ha mai pensato di mollare?

No, quando si è in mezzo a un oceano su una barca non si torna indietro ma si va avanti e io ho fatto lo stesso.

Come è stato lavorare con Alexandre Desplat.

Desplat è un eccellente musicista ha un esperienza vastissima e un talento enorme, mi ha seguito senza problemi.  Io lavoro da anni con  Eric Serra, ma ormai eravamo come una coppia di vecchi coniugi e io l’ho tradito, ma siamo lo stesso grandi amici.

Lei è un fan di Star Wars?

Si amo profondamente la saga Star Wars e penso che George Lucas abbia inventato la fantascienza.

Adele de Blasi

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Autore: Adele De Blasi

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