Enzo è stato il film di apertura alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025. Scritto dal regista francese Laurent Cantet, morto poco prima dell’inizio delle riprese, è stato poi completato e diretto dal suo collaboratore Robin Campillo. Il film affronta il tema specifico del disagio dei giovani di oggi nel trovare una propria collocazione all’interno della famiglia e, in generale, nella società. Il protagonista (Eloy Pohu) vive in un contesto sereno con un padre (Pierfrancesco Favino) e una madre (Élodie Bouchez) che si prendono cura di lui. L’esempio del fratello maggiore, tutto dedito agli studi, non gli è di alcuno aiuto. Il suo atto di ribellione si manifesta nel lavorare come manovale presso un cantiere edile. Qui il giovane incontrerà una situazione completamente diversa fatta di operai di vari paesi che devono lottare con il quotidiano per guadagnarsi la vita.
Un film quindi di formazione dove il regista affronta il problema dei giovani, spesso in difficoltà a riconoscersi in una società che li vuole perfetti. Dovranno inoltre essere ben integrati in un contesto borghese che oramai gli appartiene per diritto. Enzo, il giovane protagonista, non è d’accordo con tutto il suo entourage e preferisce la compagnia sgangherata dei suoi colleghi di lavoro. Tra questi il carismatico Vlad (Maksym Slivins’kyi) ucraino che incarna il prototipo della mascolinità e della determinazione. Questi si contrappone alla figura del ragazzo, ancora in quella fase della vita dove non si sa bene dove andare e cosa fare. Enzo è affascinato dal collega che in qualche modo lo trascina nel suo mondo caotico, diverso da quello stereotipato in cui è costretto a vivere. Un’attrazione fatale che lui sperimenta e che, superando ogni timidezza, lo porterà a toccare quell’oggetto del desiderio proibito.
Enzo – L’esordiente Eloy Pohu è protagonista assoluto della scena nell’incarnare il tipo del giovane ribelle. Rifiuta tutto ciò di precostituito e con decisione affronta i rischi di una scelta, solo apparentemente approvata dai genitori. La sua ribellione è un atto di sfida contro la monotonia e la superficialità della vita borghese e rappresenta una ricerca di autenticità e libertà. Enzo vuole scoprire la sua vera identità, incluso quella sessuale, e si impegna a trovare il suo posto nel mondo. Il regista vuole così denunciare la superficialità e l’ipocrisia della classe borghese e ricerca quell’autenticità che può essere trovata al di fuori delle sue convenzioni. Robin Campillo ha fatto un lavoro eccellente nell’interpretare ilprogetto suo collega e amico Laurent Cantet concepito prima della sua scomparsa. Il film è anche un omaggio alla sua passione per raccontare le storie dei giovani e delle loro difficoltà nel farsi capire dal mondo adulto.
Antonio Iraci
Enzo è un film del 2025 di genere drammatico, diretto da Robin Campillo, con Pierfrancesco Favino, Élodie Bouchez e Malou Khebizi, della durata di 102 minuti- Uscita nei cinema italiani il 28 agosto 2025, distribuito da Lucky Red.