I cassamortari – “Tutti devono morì ma solo in pochi ce guadagnano” Questo è il motto della famiglia Pasti, da anni attiva nel settore delle pompe funebri. Alla morte del padre, interpretato da Edoardo Leo, l’attività passa ai figli Giovanni (Massimo Ghini), Maria (Lucia Ocone), Marco (Gianmarco Tognazzi) e Matteo (Alessandro Sperduti). Loro mantengono sempre il pagamento in nero ma purtroppo non può restare nero per sempre. Quando la situazione si fa seria in loro aiuto accorre una rock star: Gabriele Arcangeli (Piero Pelù).
Claudio Amendola porta alla luce una storia nata tra le mura di casa mentre stava seduto sul divano. Il mondo delle pompe funebri è mostrato con tutti i suoi riti e le sue contraddizioni. Nel contempo si parla della mercificazione della morte, del mondo dello show business e della diffusa usanza di evadere le tasse. La narrazione segue le dinamiche familiari e ogni personaggio ha un ruolo preciso all’interno dell’azienda: Giovanni è l’amministratore cinico e senza scrupoli, Maria consola i vedovi, Marco trucca i defunti e Matteo si occupa della pagina social. Massimo Ghini ha un ruolo che lo allontana un po’ dalle solite commedie e Lucia Ocone è perfetta come Femme fatale. Tutti contribuiscono alla creazione di questa black comedy in cui vediamo un Piero Pelù in veste del tutto inedita.
“I cassamortari” è un’occasione per ridere di gusto senza dimenticare la serietà e la gravità di quanto sta succedendo. C’è sempre molta ironia che permette di edulcorare un po’ il tutto. Claudio Amendola si dimostra garbato e intelligente nel parlare di un mestiere che in fondo è come tutti gli altri chiudendo il film con una frase del tutto improvvisata in fase di lavorazione.
Maria Vittoria Guaraldi