Il piccolo principe

Nel lontano 1943 Antoine de Saint-Exupéry scrisse “Le Petit Prince”. Questo classico della letteratura contemporanea, per lettori dai 6 ai 100 anni, è tra i più venduti della storia. Perché? Se non lo avete già fatto provate a leggerlo, e capirete!
Adattare per il cinema un capolavoro di tale levatura è una scommessa assai azzardata, ma Mark Osborne, ne Il Piccolo Principe, ha trovato la quadratura del cerchio: servirsi, come scusa, dell’opera originale per creare un racconto contemporaneo. Per poter narrare in parallelo le vicende del principino, il regista statunitense inventa infatti una storia. Una bambina, Prodigy, si trasferisce in un nuovo quartiere con la madre, una donna in carriera che le programma le intere giornate. Tutte le case della zona, grigie e squadrate, sono identiche tra loro, tutte tranne una: la dimora di un vecchio e bizzarro aviatore. Prodigy, attratta da quella villetta tanto sgangherata quanto colorata, finirà per fare amicizia con l’anziano strampalato pilota che, pieno di entusiasmo, inizierà a raccontarle la storia del Piccolo Principe. Da quel momento tutto cambierà, e la piccola Prodigy imparerà a ribellarsi agli assurdi vincoli imposti dagli adulti.
Mark Osborne passa dalla tecnica 3D, adoperata per “disegnare” le avventure di Prodigy, a quella dello stop-motion, usata per tratteggiare la favola del petit prince: la magia, con questo escamotage, è assicurata. Il Piccolo Principe è un incantevole esercizio di creatività e bellezza, un lavoro che esplora l’universo di Saint-Exupéry. I disegni ad acquarello, presenti nel libro, prendono vita propria, e il mondo surreale entra nell’anima dello spettatore con infinita poesia. La purezza della storia originale, e quella dei suoi personaggi, è rappresentata alla perfezione. I temi d’amore e d’amicizia, insieme al profondo concetto del senso della vita, scaturiscono come acqua dissetante da ogni immagine e dialogo. Il rischio di imbattersi in metafore irritanti, o in fumose astrazioni, era dietro l’angolo, ma Osborne non cade in trappola: rimane in assoluto equilibrio e, da esperto funambolo, corre via veloce sul filo immaginario della fantasia. Il Piccolo Principe ha la capacità di indurre ogni maturo spettatore a fare i conti con la propria cecità, una cecità dovuta alle troppe sovrastrutture mentali: un offuscamento che ha finito per divorare il bambino che è in tutti noi. Il regista americano, come a suo tempo fece Saint-Exupéry, ci ricorda che guardare con gli occhi dell’infanzia è ancora possibile. Ricominciare a stupirsi in un mondo dove l’incomunicabilità, l’egocentrismo e la solitudine regnano indisturbati, vuol dire semplicemente tornare a vivere. Il Piccolo Principe è un gioiellino da non perdere, un film poetico, commovente e, al tempo stesso, divertente.
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. (Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe).
Silvia Fabbri

il-piccolo-principe-LOC
DATA USCITA : 1 gennaio 2016
GENERE: Animazione
REGIA: Mark Osborne
ATTORI:Riley Osborne, Rachel McAdams, James Franco, Marion Cotillard, Jeff Bridges.
DISTRIBUZIONE Lucky Red
PAESE:Francia 2015
DURATA 107 min.
5 (100%) 2 votes

Autore: Adele De Blasi

Condividi questo post su

Invia un Commento