Il mondo sta cambiando, i valori sono ribaltati e non si crede più a niente, ma c’è l’oroscopo che ancora continua a seminare una folta schiera di seguaci pronti a farsi condizionare, assieme ai segni zodiacali che hanno i loro adepti. Prendendo spunto dai segni zodiacali e poi dagli oroscopi, Neri Parenti viaggia nella superstizione e nella stupidità di alcuni individui. Personaggi inutili senza alcun appeal che li renda accettabili in questo calderone natalizio, nato come un grande business votato al divertimento festivo, in realtà non si ride ma ci si annoia molto per la piccolezza delle storie.
Cinque storie si intrecciano sulla scia dell’interrogativo; ma tu di che segno sei? I segni zodiacali sono messi sotto inchiesta mettendo in luce pregi e difetti. Un maresciallo dei carabinieri, segno del Toro, Augusto Fioretti (Vincenzo Salemme), è geloso della figlia Acquario, volubile, controllandola in modo ossessivo e perdendo di vista i delinquenti. Carlo Rabagliati (Massimo Boldi) una Vergine ipocondriaca che finisce per paura di morire in una situazione killer in ospedale. Monica (Mariana Rodriguez), fanatica degli oroscopi, viene raggirata dal suo vicino di casa che vuole sedurla con l’aiuto di un amico che scrive oroscopi. Saturno Bolla ( Ricky Menphis), scorpione, è terrorizzato dalle donne Ariete che hanno rovinato la sua vita. Giuliano de Marchis (Gigi Proietti), avvocato senza scrupoli, Leone, cartesiano convinto, non crede negli oroscopi al contrario della sua segretaria.
Un cinepanettone molto retrò sceneggiato dai fratelli Vanzina coadiuvati da Neri Parenti, un umorismo becero, dal tono volgarotto che non suscita risate ma solo sbadigli. Un prodotto di livello molto basso se si considera il talento dei Vanzina in un certo tipo di commedia. L’operazione commedia caciarona natalizia non convince visto il tono di basso profilo con battute sui gay, sui trans, sulle donne, troppi stereotipi usati in modo maldestro. Per gli amanti del genere “vado al cinema per rilassarmi” è consigliato visto che in un ora e mezza c’è veramente il tempo per un pisolino.
Adele de Blasi
