Negli ultimi due anni, fra distanziamento sociale e saluti dati a gomitate, vedere la vicinanza fra i personaggi di un film lasciava una sensazione strana. Quasi come se i rapporti umani fossero diventati sbagliati, quasi illegali. E già in film recenti compaiono metafore sulla pandemia, l’isolamento, la solitudine. Stavolta, Netflix ha deciso di prendere la situazione in mano, esattamente per quella che è. Nella Bolla è il nuovo film diretto da Judd Apatow, che vede il cast e la crew del franchising Cliff Beasts destreggiarsi fra quarantene e divi impazziti. Il cast è stellare e vanta di tantissime comparsate più che famose, come un Benedict Cumberbatch in CGI o un James MacAvoy che corre se vede gli altri correre.
Questo film ha una natura completamente caotica, non si potrebbe definirlo in altro modo. Non c’è una storia davvero ben definita. Sì, certo, bisogna assolutamente finire di girare l’ennesimo Cliff Beasts, arrivato al settimo sequel, perché da ciò dipende la sopravvivenza della macchina cinema. Ma ci interessa davvero che questo prodotto, di scarsissimo livello, giunga al suo completamento? No. E il punto è proprio questo. Apatow gioca con la disillusione che in molti hanno provato nei confronti dei loro attori preferiti. La bolla, necessità per la pandemia ma artificiosa riguardo alla fama, scoppia. Non sono più persone da ammirare per il loro talento, ma ci vengono mostrati come esseri nevrotici, distaccati dalla realtà, sostituibili. Più di tutto, “cancellabili”.
La commedia, anche se demenziale, si fa ancora critica di un periodo vissuto e che anche se ancora presente, vorremmo fosse solo alle nostre spalle. E Nella Bolla c’è tutto, velato o meno: il bisogno di contatto umano (ma col desiderio che fosse di qualcun altro). La lamentela di gente ricca e famosa che viene percepita come stonata da chi ha i “problemi veri”. Lo scaricabarile costante di una Hollywood sempre meno glamour, che espone la sua predatorialità. Se si ha voglia di rivivere il lockdown attraverso qualcun altro, godendo però della demistificazione della fama, questo è il film adatto per farlo.
Claudia Amelia