Rendez vous: Eric Toledano e Olivier Nakache – Samba

In una mattinata romana in cui il sole ti scalda la pelle mentre un vento fresco ti solletica l’umore,proprio in una di quelle giornate in cui un sorriso non può non accompagnarti, abbiamo intervistato,alla Casa del Cinema di Roma, Eric Toledano e Olivier Nakache. Dopo il successo straordinario ottenuto con “Quasi Amici”, i due registi francesi si trovano in Italia per presentare il loro ultimo lavoro, “Samba”, che ha chiuso le date romane del festival dedicato al nuovo cinema francese”Rendez-Vous”.

Come è stato accolto il film in Francia? Ci sono state delle polemiche?
Meno di quanto avremo potuto immaginare. Pensavamo che la gente ci avrebbe aspettato con dei fucili, pronti a spararci addosso, dopo i 20 milioni incassati per il film “Quasi Amici”. Penso che ciò sia dovuto al fatto che l’argomento non sia stato trattato in modo abbastanza radicale, questo è più un film che pone domande e dunque è stato forse più difficile da realizzare. Comunque abbiamo avuto degli attacchi da alcune testate di estrema destra.. Per quanto riguarda il pubblico, abbiamo avuto più di 3 milioni e mezzo di spettatori, il che vuol dire che è stato il quinto film più visto sui 500 che sono usciti in Francia. Considerando che la tematica dei “sans papiers” che non è molto amata dalla gente, si tratta di un risultato straordinario per un fiilm a sfondo sociale.
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Il film è tratto dal romanzo “Samba pour la France” di Delphine Coulin. Cosa avete rispettato e cosa avete cambiato?
Il romanzo tratta soprattutto della storia di Samba perché l’autrice è stata per cinque anni volontaria in un associazione assistenziale e noi abbiamo lavorato insieme a Delphine Coulin. Il suo lavoro ci ha fatto da base di realtà, da nutrimento per la sceneggiatura. Noi abbiamo visto quel romanzo come un punto di partenza a cui poi abbiamo aggiunto il personaggio di Charlotte Gainsbourg. In qualche modo abbiamo avvicinato a noi il romanzo per potercene appropriare.
La cosa più feroce sul personaggio della Gainsbourg è che se non avesse avuto un “burnout” ovvero un esaurimento emotivo, non ci sarebbe mai stato l’incontro con un “sans papiers” come Samba.
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Si può quindi dire che una struttura tragica sia stata inserita in una commedia?
In fondo penso che stiamo portando avanti una tematica che ci aveva già interessati in “QuasiAmici”: quando il divario sociale è così grande le persone devono cadere per potersi incontrare. Inquesto caso abbiamo trasformato tutto ciò in una storia d’amore perché penso che il pericolo in cui potevamo incorrere dopo il successo di “Quasi Amici”, fosse quello di farci rinchiudere in un
genere. Alla fine abbiamo mischiato moltissimi generi diversi (dalla commedia romantica alla commedia sociale e così di seguito) perché le persone che vogliono incasellare gli altri in rigidi cassetti in questo modo non possono farlo.

Il personaggio di Charlotte Gainsbourg l’avete creato voi quindi, quando lei dice che dopo il“burnout” ognuno ha le sue “addiction” e che la sua è il sesso, stavate strizzando l’occhio a“Nymphomaniac”?

Abbiamo fatto due strizzatine d’occhio: la prima è quando Omar Sy dice che non sa ballare (coloro che lo conoscono in Francia sanno che è un ballerino fantastico). Per “Nymphomaniac” abbiamo effettivamente detto a Charlotte Gainsbourg di recitare come se stesse alludendo al film di Lars von Trier. E’ divertente perché questa cosa è stata notata da tutti. Però Charlotte Gainsbourg era più vestita in questo film rispetto a quell’altro: è da molto che non incontrava una costumista.

Avete pensato a certi tipi di film morbidi di Ken Loach nel raccontare del mondo di questi“sans papiers”?
In effetti c’è un film di Kean Loach sui “sans papiers”, “The Land of freedom”. Ancora una volta ognuno trova il proprio stile. Anche se possiamo apprezzare alcuni film di Ken Loach, cito spesso“Just a Kiss” che a me piace molto, per questo lavoro ci siamo ispirati più alla commedia italiana,una cosa che sicuramente voi non conoscete molto bene….

Cosa significa veramente essere un “sans papiers” in Francia?
Vuol dire che queste persone possono non esistere a livello amministrativo ma essere comunque sottoposti all’imposta sul reddito. Sembra una cosa assolutamente pazzesca, fa parte delle numerose cose che non sono discusse in Francia. Quando siamo entrati in questo mondo abbiamo scoperto un sacco di discrepanze in materia fiscale. Durante l’indagine per fare il film, nei tribunali amministrativi sentivamo sempre gli avvocati dire: “e poi, tra l’altro, il mio cliente paga le tasse”. Sono due amministrazioni separate: ce n’è una che può prendere le tasse e l’altra che può dire che quella stessa persona non esiste. Si tratta dell’intera problematica di quello che noi chiamiamo schizofrenia: loro esistono senza esistere.
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Siete amici con Omar Sy al di fuori del set? E’ rimasto lo stesso mood di quando avete girato “QuasiAmici”. La sua vita è cambiata ora che è a Hollywood?
Lavoriamo con lui dal 2001: abbiamo fatto diversi cortometraggi e quattro film . La sola cosa che e cambiata è che adesso con lui parliamo in inglese. Siamo molto orgogliosi del fatto che gli americani hanno cominciato ad apprezzarlo. Adesso quello che aspettiamo è che ci porti con lui a LosAngeles.
Eric Toledano e Olivier Nakache decidono di terminare l’intervista con una frase che, a loro avviso,racchiude il significato del loro cinema: “Georges Wolinski, disegnatore di Charlie Hebdo recentemente ucciso da terroristi islamici, diceva sempre che la strada più breve tra un uomo e un altro è l’umorismo.
Il sorriso sulle labbra rimane, ma stavolta non è merito delle frizzanti giornate romane ma di due grandi registi.

Micol Koach

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Author: Adele De Blasi

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