Lo straordinario viaggio di T.S Spivet

T. S. Spivet vive in un isolato ranch del Montana insieme ai suoi genitori, a sua sorella Gracie e a suo fratello Layton. Bambino superdotato e grande appassionato di scienza, ha inventato il dispositivo dal moto perpetuo, che gli vale il prestigioso premio Baird istituito dallo Smithsonian di Washington. Senza dire nulla alla sua famiglia, T. S. decide di partire da solo, attraversando l’America su un treno merci, per ricevere il tanto agognato riconoscimento. Nessuno a Whashington, però, si aspetta che il grande genio moderno abbia solo dieci anni e che si porti dietro un ingombrante segreto…
Il pizzico di follia che avvolge la famiglia Spivet (la madre, Helena Bonham Carter, è un’esperta di cavallette ed altri insetti che passa la sua vita a studiare creature minuscole attraverso una lente d’ingrandimento, il padre è un cowboy nato con cent’anni di ritardo, la sorella ha come unico desiderio quello di diventare Miss America e Layton, il fratello gemello di T. S., è tanto spericolato quanto poco dotato di un ingegno fine) è sufficiente, già di per sé, a fare di questa storia un’opera divertente e piacevole, che riesce a far entrare il pubblico in un mondo straordinario, lasciandolo completamente meravigliato. Se si aggiunge che questo film diretto da Jeunet, come molti dei suoi precedenti lungometraggi, è un’esplosione di immagini superbe mescolate a scene degne di cartoline dal sapore vintage, si capisce come ogni spettatore resti ammaliato dal curioso universo di un bambino davvero fuori dal comune. Molto del merito va all’estro con cui il regista, nel rappresentare la realtà filtrata attraverso gli occhi di T. S., è riuscito a fondere insieme un’avventura degna di Mark Twain con una fantasia ironica alla Wes Anderson.
Nonostante questo lavoro sia impacchettato dalla spensieratezza di una favola falsamente naïf, il regista affronta temi molto intensi, come la perdita di un figlio e di un fratello, il conseguente senso di colpa e, infine, il raggiungimento dello sperato perdono. Jeunet e Laurant hanno il merito di aver evitato pietismi e drammi tipici del mélo, riuscendo a bilanciare magistralmente comicità e sentimentalismo. La presentazione dei personaggi, inoltre, è esaltante: la voce fuori campo del piccolo protagonista descrive degli archetipi seducenti e accompagna lo spettatore fino alla fine della storia, quando ogni tassello andrà al suo posto.
L’unica pecca è rappresentata dalla parte finale dell’opera, che, tra scazzottate e caricature ingiustificate, scade nel cliché dell’ “happy ending” all’americana, quello in cui arrivano i buoni che sconfiggono gloriosamente, e soprattutto platealmente, i cattivi.
Micol Koch

21006006_20130913150332044
DATA USCITA
GENERE Avventura
ANNO: 2013
REGIA: Jean-Pierre Jeunet.
ATTORI: Helena Bonham Carter, Judy Davis, Callum Keith Rennie, Kyle Catlett, Niamh Wilson.
DISTRIBUZIONE: Microcinema
PAESE: Francia
DURATA: 105 min.
Rate this post

Author: Adele De Blasi

Share This Post On

Submit a Comment