Un fulmine a ciel sereno

Un fulmine a ciel sereno-spettacolo teatrale-PaoloMacedonio

Paolo Macedonio, classe 1973, si cimenta, ormai da diversi anni, nel suo monologo scritto assieme ad Alberto Lo Porto, “Un fulmine a ciel sereno”. Ogni replica, però, è unica e identica solo a se stessa in quanto l’attore agrigentino ogni sera aggiunge e toglie qualcosa al suo spettacolo, quasi fosse una nuova Penelope intenta a fare e disfare la tela della sua vita. Perché proprio di questo si tratta: di portare in scena la propria vita. E, si badi bene, non si sta parlando di un’esistenza piena di colpi di scena e di peripezie memorabili ma del racconto di un vissuto quasi banale, se non fosse che il talento di Paolo Macedonio riesce a trasformare la quotidianità in qualcosa di straordinario.

Allievo di Giovan Battista Diotiaiuti, il comico siciliano è un’artista poliedrico che spazia dalla recitazione all’imitazione, senza dimenticare il mestiere di doppiatore.

 

In “Un fulmine a ciel sereno” sceglie di raccontare la sua giovinezza da ragazzo scapestrato, esattamente come i suoi amici che sono “nullafacenti” e che, insieme a lui, sono sempre pronti a fare le sei di mattina a lui a bordo di una macchina tra birre e scherzi continui. Ad aspettare Paolo a casa ci sono suo padre, medico apprensivo che proprio non riesce a dormire se non lo vede rientrare, una madre insegnante, incubo di ogni studente, e la sua adorata nonna, pronta a coccolarlo e a viziarlo.

Ma sul palco l’unica presenza fisica è quella del protagonista che di volta in volta impersona ognuno di questi personaggi ai quali si aggiungono le interpretazioni dei suoi miti dell’infanzia, da Al Pacino a Bruce Springsteen. Tutto si trasforma nell’occasione di farsi più di una grossa e grassa risata perché ad essere narrati sono gli episodi più grotteschi e più comici compiuti e vissuti da ognuno di queste piccole e grandi personalità scoppiettanti.

Si tratta di un’interpretazione poliedrica e sorprendente che non lascia spazio alla delusione: passano 70 minuti e non si è ancora pronti a lasciare il teatro.

Author: Adele De Blasi

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