Wes Anderson L’indipendente

 

Per parlare di Wes Anderson (Houston 1969) bisogna tenere in mente le caratteristiche fondamentali dei suoi film, la simmetria maniacale delle sue scene. Il suo cinema e una centrifuga di viaggi avventurosi, puzzle fatti di personaggi genialoidi in uno stile unico e spiazzante che condivide con altri due registi texani Richard Linklater e Terrence Malick. E inoltre il ruolo primario delle colonne sonore dove di volta in volta attingendo a piene mani dai vari Nick Drake, David Bowie, Nico, Velvet Underground, aggiunge un ulteriore elemento di poesia e magia all’insieme. Il gruppo in posa fotografica é un elemento ricorrente nei suoi lavori vedi i Tennenbaum e Le avventure acquatiche di Steve Zissou. Possiede un sense of humor dissacrante e spiazzante a volte stupefacente ma mai malizioso.

Nel suo ultimo film Grand Budapest Hotel (dai libri e dalle memorie di Stefan Zweig convinto pacifista) il nostro si rifà a Chaplin del Grande Dittatore e a Lubitsch di Vogliamo Vivere ma con il suo personale caleidoscopio reinventa l’immagine stessa con dei tableaux vivant che sono poesia pura e rarefatta. E è una riflessione sull’arte della narrazione e dell’immagine (il furto del quadro nel film lo dimostra). La sua perizia parte da un microcosmo per raggiungere un macrocosmo e dimostra che quello che state vedendo è importante sempre. E un film gigante che si scaglia contro il “gigantismo” dei blockbuster Hollywoodiani, progetto ambizioso e riuscito: dice di se con quell’aria Vintage “si adoro Powell e Pressburger e Renoir inoltre mi piace il cinematografo anni Trenta prima dell’avvento del Cinemascope e del Vistavision”. La critica europea lo osanna ma lui si schernisce definendosi profondamente americano specialmente nei dialoghi. La miglior chiosa per il regista e di Michael Chabon:”quando lui apre la scatola vedi qualcosa di scuro e di brillante, un caos ordinato di schegge, rifiuti, un pizzico di immondizia e penne e ali di farfalla, frammenti e Totem di memoria, mappe di un esilio, documentazione e perdita. E allora dici, chinandoti: “Il mondo”!

David Dori
Filmografia:
Un colpo da dilettanti (1996)
Rushomore (1998)
I Tenenbaum (2001)
Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004)
IL treno per Darjeeling (2007)
Fantastic Mister Fox(2009)
Moonrise Kingdom- Una fuga D’amore (2012)
The grand Budapest Hotel (2014)

David Dori

 

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Author: Adele De Blasi

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