Al di la delle montagne -Jia Zhangke

Al di la delle montagne -recensione -film-Jia Zhangke

Al cospetto di un autore tanto importante qual’è Jia Zhangke accade di sentirsi spiazzati quando, nella ricerca delle parole più adatte per raccontare il suo ultimo lavoro ci si ritrova a pensare che “Al di là delle montagne” sia in parte il risultato di logiche appartenenti al tanto vituperato cinema di genere. Ciononostante nel prendere atto della continuità di interessi e di temi proposti dal regista, come sempre incentrati sulle conseguenze prodotte dalla rivoluzione industriale e dai cambiamenti imposti da sistema di produzione sulle vita delle persone del proprio paese, non si può fare a meno di considerare i risultati attraverso le categorie e gli stilemi tipici del melodramma di cui il film è debitore.  Così se gli smacchi esistenziali derivati dalle differenze di classe e dalla posizione ricoperta dal singolo all’interno della macchina capitalista erano state – in “The Touch of Sin” –  il viatico per esplosioni di violenza omicida, nella storia in questione le ferite sono altrettanto letali ma vengono inferte sopratutto a livello psicologico dalle scelte di vita intraprese da uomini e donne costrette a fare i conti con nuovi orizzonti geografici ed esistenziali.

In questo senso risulta indicativo il titolo della canzone ballata dal gruppo di giovani nella scena che apre il film, perché l’incitamento ad andare verso ovest scandito da “Go West” dei Pet Shop Boys si traduce da un lato nello sradicamento della famiglia di Tao, la protagonista femminile, sposata ad uno spregiudicato uomo d’affari che dopo averla lasciata per un’altra donna la costringe ad accettare che il figlio parta per l’Australia dove il ragazzo dovrebbe ricevere l’istruzione necessaria a farne un perfetto cittadino del mondo globalizzato; dall’altro, nella perdita d’identità di un’intera nazione costretta a guardare altrove e per esempio al continente oceanico (dove la storia si sposterà nell’ultima delle tre sezioni in cui è diviso il film) per completare il processo di alienazione iniziato in territorio amico.

Da qui le ragioni di un malessere che “Al di là delle montagne” declina attraverso il senso di perdita che in maniera differente ma con le medesime conseguenze affligge i personaggi, costretti, nessuno escluso, a rinunciare alla vicinanza della persona amata. Ciò che colpisce di più nel film del regista cinese è la capacità di far coincidere ricerca estetica e semplicità di comunicazione. Poesia ed emozione regnano sovrane in uno dei capolavori della stagione cinematografica.

Carlo Cerofolini

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 DATA USCITA : 5 maggio 2016
GENERE: Drammatico
REGIA: Jia Zhang-Ke
ATTORI: Zhao Tao, Yi Zhang, Jing Dong Liang, Zijian Dong, Sylvia Chang
DISTRIBUZIONE
PAESE Cina, Francia, Giappone
DURATA . 131 min

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Author: Adele De Blasi

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