A testa alta

“Vogliamo cominciare con un’opera differente, forte ed emozionante.” Thierry Frémaux, direttore del Festival di Cannes 2015, spiega così la decisione di aprire la kermesse cinematografica francese con il film A Testa Alta. Sacre bleu… anche i francesi sbagliano!
Emanuelle Bercot racconta la storia di un giovane minorenne disadattato, Malony, che, sotto la supervisione di un giudice minorile, a partire dai sei anni fino ai diciotto, trascorre la vita entrando e uscendo da numerose case di rieducazione. Per parafrasare i tanti stereotipi di cui è composto il film, verrebbe da dire: nulla di nuovo sul fronte occidentale. E difatti così è. Nel pianeta cinema, di adolescenti con disturbi comportamentali se ne sono visti fin troppi, uno su tutti è lo Steve di “Mommy”, indimenticabile quindicenne. Dunque, a meno che non si giri un capolavoro, la scelta della regista francese appare quantomeno poco originale. Le cause che portano Malony a diventare un quasi delinquente vengono dipinte attraverso tutte le sfumature possibili del cliché: una famiglia disastrata, l’assenza del padre, una madre poco più che ventenne con seri problemi di maturità e un ambiente circostante totalmente degradato: insomma, chi più ne ha più ne metta. La vera pecca, però, è che a livello emozionale A Testa Alta nulla trasmette. Il personaggio di Malony non è capace di empatizzare con coloro che gli ruotano attorno, e non ha nessun rispetto per le regole: il transfert con lo spettatore potrà quindi difficilmente avvenire. Anzi, di fronte ai continui attacchi di isterica violenza del protagonista, che torna sempre al punto di partenza senza mai evolversi, il pubblico inizia a perdere ogni speranza di empatia.
Il lavoro della Bercot non ha una struttura narrativa comune, a tratti potrebbe sembrare un documentario, il che non è necessariamente un male, ma tutto ciò non aiuta lo spettatore a mantenere la dovuta attenzione. Molte scene sono inoltre ripetitive e noiose, quasi al limite del soporifero. A peggiorare la situazione si aggiungono una sceneggiatura a maglie larghe, dove i buchi sono davvero troppi, e un doppiaggio scriteriato (e questo non è di certo imputabile ai francesi!). Nulla da dire invece sull’intero cast: a partire dal bravo esordiente Rod Paradot, per passare a un grande Benoit Magimel, fino ad arrivare a Catherine Deneuve che, interpretando il suo ruolo sempre seduta alla scrivania, riesce molto abilmente a rappresentare l’autorità, non senza un tocco di tenerezza.
Per concludere potremmo dire che, da questo film, gli unici a uscire a testa alta siano gli attori.
Silvia Fabbri

loc a testa alta
DATA USCITA :  19 novembre 2015
GENERE: Drammatico
REGIA: Emanuelle Bercot
ATTORI: Catherine Deneuve, Benoît Magimel, Sara Forestier, Rod Paradot, Ludovic Berthillot
DISTRIBUZIONE:
PAESE: Francia
DURATA: 120 min
2/5 - (1 vote)

Author: Adele De Blasi

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