Un microcosmo di politica di paese, la famiglia e la religione sono i temi cardini del film, Jusuf immigrato vive a Bitondo dove ha sposato Maria, un lavoro come tanti in un internet point. Con Maria le cose non vanno molto bene e in questo disagio familiare Jussuf si attira anche gli odi di Mezzasoma un politico locale. Nel periodo pasquale in paese si organizza la Via Crucis e il ruolo di Gesù è vacante per l’abbandono di Michele, il parrucchiere, è costretto a lasciarlo per un infortunio, il parroco chiede a Jussuf di sostituirlo. Forte è la contestazione del paese dove i devoti non concepiscono un Gesù mussulmano e gridano allo scandalo blasfemo, per Jussuf iniziano i problemi con i paesani che si dimostrano molto ostili.
L’opera prima di Mimmo Mancini è gradevole, girata con un certo gusto e ironia, il regista caratterizza in chiave comica le dinamiche del microcosmo di Bitondo dove i paesani spiazzati da una scelta insolita reagiscono in maniera forte, si intrecciano nella storia le dinamiche politiche, religiose e familiari. La pellicola ricca di gustosi siparietti è una commedia dai toni melò, i politici bitondini sono messi sotto schiaffo dal regista che li caratterizza in chiave grotteca.
I temi trattati dal regista Mimmo Mancini sono forti si parla di religione, politica e integrazione, si pecca forse un pò si superficialità e si da più spazio alla pochade comica che diverte anche se spesso va verso la macchietta, una scrittura semplice che forse andava più curata. Una commedia genuina ma gradevole che non ha grandi pretese se non quella di divertire gli spettatori.
Adele de Blasi
