“Babygirl” è una commedia thriller che ruota attorno al personaggio di Romy (Nicole Kidman), una donna di successo che naviga tra giochi di potere e desideri. Halina Reijn intreccia temi di sesso, potere e liberazione in una trama che apparentemente trae ispirazione dalla commedia romantica; tuttavia, sfocia in territori più ambigui. La protagonista, è un’eroina complessa, divisa tra il controllo che esercita nella sua carriera e una sorprendente vulnerabilità nel suo desiderio di sottomissione sessuale. Questo film funge come riflessione sul potere femminile, da un lato Romy sembra sfidare gli stereotipi della donna in carriera, dall’altro è intrappolata in un conflitto interno. Il gioco di opposti diventa il cuore pulsante della narrazione. Tuttavia, la sua esplorazione risulta meno affascinante per un film che si confronta con il potere e il desiderio.
Il momento cruciale del film si manifesta con l’ingresso di Samuel (Harris Dickinson), un giovane stagista che ha la capacità di sedurre Romy. Questo ingresso, segna il punto di svolta nel film. La presenza di Samuel scuote l’equilibrio della vita di Romy, poiché lui capisce immediatamente ciò che lei desidera. La loro relazione evolve in un gioco di seduzione e potere. Samuel progressivamente assume il ruolo di “domine”, guidando Romy in un percorso che sembra essere tanto liberatorio quanto pericoloso. La tensione sessuale tra i due è palpabile; tuttavia, la regia di Reijn opta per una rappresentazione fredda che, elegante che sotto il profilo visivo, si rivela distaccata. Le scene di sesso sono poco intriganti, mancano di calore. Questo crea una sorta di distanza emotiva tra i protagonisti e lo spettatore. La scelta stilistica, voluta dalla regista, impedisce una vera immersione nei sentimenti dei personaggi e limita il coinvolgimento emotivo.
“Babygirl” Sebbene il film sia intriso di una tensione sessuale palpabile, la regia di Reijn crea un’atmosfera visivamente suggestiva, ma inaspettatamente fredda. Questo gioco di opposti—tra l’autorità sul lavoro e la passività a letto—diventa il cuore pulsante della narrazione. La storia di Romy non è semplicemente quella di una donna che cerca il piacere; è anche una ricerca di una verità riguardo la propria identità e il proprio ruolo. L’uso delle luci soffuse e la coreografia evocativa accentuano il senso di separazione emotiva tra i personaggi. “Babygirl” è un film che tocca tematiche affascinanti; tuttavia, non e riesce a mantenere il coinvolgimento emotivo necessario, perché non trasforma la sua riflessione sul potere e sul desiderio in una storia coerente. Da un film con velleità autoriali ci saremmo aspettati qualcosa di più.
Adele de Blasi
Babygirl è un film di genere thriller del 2024, diretto da Halina Reijn, con Nicole Kidman e Harris Dickinson. Uscita al cinema il 30 gennaio 2025. Durata 114 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.