Berlinale 2020 : El profugo – www.dreamingcinema.it

 

Dopo il suicidio misterioso di un uomo che frequentava da poco Inés (Erica Rivas) è di continuo tormentata da orribili incubi che la portano gradualmente in uno stato paranoide in cui realtà e fantasia si confondono e si intrecciano…

Più che alla costruzione di una vera e propria trama la regista argentina (Natalia Meta) sembra piuttosto puntare soprattutto nell’evocazione di atmosfere e sensazioni. La potenza del film sta infatti tutta nelle immagini, ora reali ora solo immaginate dalla protagonista, e nell’ossessivo richiamo di voci, grida e suoni. Spicca l’attenzione, tutta femminile, all’indagine del vero desiderio di Inés che, ben lontano dall’adempimento del dictat patriarcale – personificato dall’ingombrante personaggio della madre (Cecilia Roth) – è volto invece all’affermazione di sé. È proprio il tema del recupero della voce e, più in generale, quello di ristabilire il proprio controllo sul corpo, perseguitato dall’insonnia, dalle visioni e da una libidine inappagata, il vero e proprio fil rouge della pellicola.

Interessante, infine, l’aspetto metafilmico sviluppato dalla regista: Inés, che lavora come attrice in uno studio di doppiaggio, è quotidianamente alle prese con film esotici fatti di violenza e sesso sadico che in qualche modo richiamano il dramma che lei stessa vive.

Insomma, un thriller erotico che sembra a tratti ispirarsi al modello di Polański, ma in quanto a tensione narrativa e stile, la strada è ancora lunga.

Maria Francesca Ponzi

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Autore: Adele De Blasi

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