Berlinale 2020 : Undine – www.dreamingcinema.it

In un cortile di un caffè nel centro della Berlino contemporanea Undine (Paula Beer) viene inaspettatamente abbandonata dal fidanzato Johannes (Jacob Matschenz). “Se mi lasci dovrò ucciderti” è la reazione della donna ferita. Ma poco dopo, il casuale incontro con l’ingegnere subacqueo Christoph (Franz Rogowski) darà inizio a una nuova storia di passione… Il primo film tedesco mostrato a questa edizione della Berlinale è quello, già noto al pubblico per Il segreto del suo volto (2014) e La donna dello scrittore (2018). Un dramma amoroso che gioca su quel dualismo tanto antico quanto attuale, quello dell’ eros e thanatos.

Elemento chiave della pellicola è quello acquatico, vero e proprio fil rouge della narrazione: il lago in cui avvengono le immersioni del protagonista, la piscina in cui si consuma il dramma, e, infine, l’acquario, elemento da cui scaturisce l’intero plot della storia. In quello stesso caffè dove Undine era stata lasciata poche ore prima, incontra Christoph proprio mentre questo, inavvertitamente, distrugge l’acquario del locale. I due corpi vengono allora inondati dall’acqua come a simboleggiare in qualche modo il dramma che sta per invadere i loro destini. Metafora filmicamente bizzarra, ma di fatto fortunata e coerente, visti i successivi sviluppi della trama.

Interessante, infine, l’occhio attento del regista sulla città, che rappresenta un ulteriore cornice narrativa di questo dramma moderno. Convincente la prova degli attori, soprattutto quella della Beer, un po’ meno l’impianto della storia che risulta a tratti troppo enfatica e forse perciò inattuale.

Maria Francesca Ponzi

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Autore: Adele De Blasi

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