Cafarnao – Caos e miracoli (2018) – dreamingcinema.it

Zain ha dodici anni, ha una famiglia numerosa e dal suo sguardo trapela il dramma vissuto da un intero Paese. Siamo a Beirut, nei quartieri più disagiati della città. Zaid non ha però perso la speranza ed è pronto a ribellarsi al sistema, portando in tribunale i suoi stessi genitori… “Carfanao” è diretto da Nadine Labaki, la regista Libanese conosciuta per il suo primo lungometraggio di successo “Caramel”. L’intento di Labaki è un intento politico e sociale: i suoi film portano lo spettatore di fronte a temi carichi di spessore e umanità. Se la critica cinematografica si è divisa, tra chi ha acclamato la pellicola e chi invece l’ha accusata d’essere troppo  ricattatoria, la risposta è che i temi sociali si affrontano con il ricatto morale, ed è giusto così. Tra le sequenze di “Carfanao”  abbiamo spaccati di vita quotidiana in un paese ricco di difficoltà: il Libano. Le tematiche sono varie e tutte ben caratterizzate attraverso l’ottima recitazione di tutti i personaggi. Trattare d’immigrazione clandestina, bambini maltrattati, lavoratori stranieri, concetto di frontiera, razzismo, la paura dell’altro e soprattutto l’esigenza di avere un pezzo di carta che dimostri la nostra esistenza, senza il quale non contiamo nulla, ha portato la regista a scegliere d’intitolare l’opera “Carfanao”, ovvero, un luogo pieno di confusione e disordine.

La regia dimostra maturità e consapevolezza, e si muove all’interno della narrazione utilizzando tecniche come la camera a mano, che rende al meglio la veridicità dei temi rappresentati. La recitazione è ottima e va sottolineato che ogni attore scelto ha avuto nella sua vita situazioni molto simili, se non identiche, a quelle del suo personaggio. Ciò spinge il film ad una naturalezza spiazzante, alla quale però ben si fonde la finzione palesemente dichiarata che sta nella denuncia di Zain verso i suoi genitori. Una finzione dichiarata, perché tanti bambini come lui (che spesso non hanno avuto nemmeno la possibilità di accedere agli studi) non avrebbero la capacità e gli strumenti per compiere una tale azione. Ma è proprio questo il tocco narrativo che fa scuotere la sala cinematografica: l’improbabile denuncia di Zain è un grido disperato, a più voci, non solo indirizzato alle orecchie di una convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia troppo fredda, ma rivolto a chiunque sia in grado di ascoltarlo. In “Carfanao”  e all’interno del processo stesso, non ci sono vincitori. Non ci sono buoni o cattivi.

Ci sono diverse storie, descritte con capacità e sentimento, che faticano a collimare. Secondo Labaki lo scopo del lungometraggio è stato quello di creare un’atmosfera spiazzante per gli spettatori che, per certi aspetti, si trovano ad affrontare il senso di colpa di essere testimoni e di non aver fatto nulla. E se qualcuno dirà ancora che il film è un ricatto morale, bene: è un film riuscito.

Matteo Battilani

DATA USCITA : 11 aprile 2019
GENERE : drammatico
REGIA: Nadine Labaki
ATTORI:  Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Boluwatife Treasure Bankole, Kawsar Al Haddad, Fadi Youssef
DISTRIBUZIONE : Lucky Red
PAESE : Libano
DURATA: 12o min.

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Autore: Adele De Blasi

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