“Cattiva coscienza” è un film diretto da Davide Minnella. La coscienza di un uomo è il suo bene più prezioso. Le coscienze vivono in un mondo parallelo al nostro e sono quasi tutte demotivate. Tutte tranne una. Otto (Francesco Scianna) è la migliore coscienza d’Italia perché Filippo (Filippo Scicchitano) , il suo ‘protetto’, lo segue ciecamente. Almeno finché, alla vigilia del suo matrimonio, Filippo si scopre represso, e decide di disobbedire alla sua coscienza, perché si è innamorato di Valentina (Matilde Gioli), che gli ha fatto perdere la testa. Otto non ha altra scelta che scendere sulla Terra per farlo tornare in sé e non perdere la meritata promozione.
Quante volte abbiamo visto un protagonista di un film diviso tra angioletto e diavoletto? Molte volte. Filippo ha sempre dato ascolto all’angioletto ma con l’ingresso di Valentina la sua vita è stravolta. Con Otto seguiamo la vicenda di un giovane che sta uscendo dal controllo del sistema delle coscienze comandato dal presidente interpretato da Drusilla Foer. La gente viene controllata tramite un occhio invisibile, come una sorta di Grande fratello. Chi non è perfetto non può essere premiato e la vita diventa una corsa a punti. Questo struttura di coscienze aggiunge un tocco di fantascienza alla commedia.
“Cattiva coscienza” è un film che intrattiene dove all’interno di una storia vediamo interagire diversi personaggi. La cornice entro la quale si muovono però non ha nulla di originale e si colloca nel grande gruppo delle commedie sui tradimenti e pentimenti. Nessuno dei protagonisti riesce ad emergere completamente dalla storia. La componente di fantascienza rimane solo un accenno e scompare quasi a favore delle scene d’amore che popolano la vita di Filippo. Davide Minnella si lascia andare al romanticismo più banale infarcendo la vicenda delle solite frasi fatte sull’amore. Drusilla Foer splende come sempre ma non basta per dare lustro alla pellicola.
Maria Vittoria Guaraldi